C’è tempo fino ai primi di marzo, allo scoccare dei venti giorni canonici, perché le dimissioni di Maria Laura Orrù diventino irrevocabili. Ma mentre la sindaca è già lanciata verso una nuova campagna elettorale solitaria, il Partito democratico provinciale prova a tirare il freno a mano. Con una mossa che rimescola le carte di una crisi apparsa finora insanabile, il segretario provinciale Efisio De Muru ha lanciato un appello pubblico: «La prima cittadina valuti il ritiro delle sue dimissioni».
Il “fuoco amico”
La frattura si era consumata ufficialmente il 10 febbraio. In un Consiglio comunale di fuoco, Orrù aveva denunciato quello che considerava un tradimento etico: l’ostruzionismo del gruppo “PD+Indipendenti”, composto dall’ex sindaco Valter Piscedda, dagli ex assessori Giacomo Carta e Fabiola Nucifora, dal segretario locale del Pd Umberto Spiga e dall’Indipendente Sara Piras. «Ho deciso di non piegarmi alle logiche della vecchia politica», aveva dichiarato la sindaca, restituendo la parola agli elettori nonostante avesse ancora i numeri tecnici per deliberare. Dall’altra parte, l’opposizione e i fuoriusciti del Pd, invitando Orrù a uscire dall’ambiguità e sfidandola a dichiarare apertamente a che cosa si riferisse con le sue accuse, avevano dipinto un quadro di «solitudine al potere» e «inefficienza amministrativa», accusando la sindaca di non saper fare squadra e di scappare lasciando il paese nel caos.
«Testardamente unitari»
L’appello di De Muru segna un cambio di passo rispetto ai toni bellicosi dei giorni scorsi. Se i consiglieri locali del Pd avevano parlato di «sconfitta politica» e «legame logoro», il livello provinciale del partito sceglie la via della mediazione: «Non ci possiamo permettere divisioni», si legge in una nota che invita Orrù a «superare la crisi» per il bene del campo progressista non solo locale, ma regionale e metropolitano. La crisi masese rappresenta un rischio concreto per la tenuta di una coalizione che oggi governa la Sardegna e Cagliari. De Muru sottolinea come la stabilità di Elmas sia vitale «per confermare una proposta di governo alternativa alla destra, mettendo l’unità davanti alle frizioni locali». L’obiettivo dichiarato è quello di ricucire lo strappo tra la sindaca e i consiglieri Dem per evitare che il deragliamento amministrativo diventi un precedente pericoloso per l’intero progetto politico progressista, di cui il Pd non vuole assolutamente assumersi la responsabilità.
Scadenza imminente
Ora la palla torna a Maria Laura Orrù. La sindaca, che ha già annunciato di voler guidare una lista rinnovata in primavera, dovrà decidere se accettare la mano tesa dal Pd provinciale - aprendo dunque una “fase due” della legislatura con affianco coloro che l’hanno prima sedotta, poi abbandonata - o se tirare dritto verso le urne, confermando la rottura definitiva con quella parte della coalizione che l’aveva sostenuta nel 2021.
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