Verso il voto

La sfida elettorale di San Teodoro  si gioca sull’ambiente 

Dalla battaglia contro l’over tourism ai servizi e ai lavori nel nuovo porto 

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Corsa a due per il Comune di San Teodoro: prova a riconquistare la poltrona di prima cittadina, la sindaca uscente, Rita Deretta, appoggiata dalla lista “Innoviamo San Teodoro”, sfidata dall’ex vicesindaco, che ha ricoperto la carica per un decennio, Alberto Melinu, sostenuto da “Progetto San Teodoro - Radici e futuro”. Sedici i candidati consiglieri nella compagine di Deretta, dieci uscenti, e quindici a sostegno di Melinu, due uscenti, per undici posti disponibili in Consiglio comunale.

Ambiente

Consapevoli che il patrimonio naturalistico è la risorsa di San Teodoro, la sfida si gioca sul filo dell’equilibrio tra tutela dell’ambiente e sviluppo del turismo. Bandiera blu, Cinque Vele e Plastic free, il marchio di Comune sostenibile lo ha già portato a casa ma nella corsa alla fascia tricolore, la sindaca uscente punta a consolidare «il percorso virtuoso che è stato la priorità del mandato». Dall’iniziativa di contingentare gli ingressi nelle spiagge più fragili, che ha consacrato il primato di San Teodoro in Gallura, alle azioni per tutelare dune, zone umide e ambienti costieri culla di biodiversità, Rita Deretta affida ai risultati raggiunti la sua campagna. «L’impegno per l’ambiente è nei fatti: all’inizio della consiliatura abbiamo fatto scelte coraggiose come regolare gli accessi negli arenili più delicati e frequentati, pulirli manualmente abbandonando gli interventi meccanici, delimitare le dune retrostanti ed eliminare i cestini per la spazzatura sostituendoli con isole ecologiche presidiate, poste a ridosso delle spiagge, che ci hanno consentito di passare, in cinque anni, dal 72 per cento all’85 (ad agosto) di raccolta differenziata». Una linea già tracciata sulla quale la sindaca in carica intende andare dritta. «Intendiamo portare avanti lo studio del carico antropico sul litorale già avviato nella seconda variante al Pul e, nei primi due anni di mandato, contiamo di completare il percorso ciclopedonale lungo 15 chilometri, appaltati, di cui il primo è già stato realizzato». Da completare anche il porto, inaugurato la scorsa stagione: «Abbiamo varato i primi 170 posti barca ed entro il 2027 contiamo di avviare i lavori per realizzare gli ultimi 300». Infine, nessun timore dell’over tourism, Deretta ha la ricetta: «Spostare gli eventi attrattivi fuori dalla stagione estiva per spalmare gli arrivi, non abbiamo bisogno di attirare i turisti d’estate».

Lo sfidante

A partire dalla Marina e fino alla conservazione del paesaggio, Alberto Melinu, rivendica il contributo di tutte le amministrazioni che si sono susseguite alla guida del paese gallurese. «La storia dell’interesse all’ambiente è molto meno recente di quello che si pensi, è una linea che il Comune di San Teodoro ha sempre sostenuto basti pensare che, a partire dagli anni Novanta, è cominciato l’iter per entrare a far parte dell’Area Marina Protetta Tavolara - Punta Coda Cavallo». E, sempre agli stessi anni, risalgono i primi impegni per la realizzazione del porto turistico, «con la ricerca di finanziamenti portata avanti da tutte le varie amministrazioni comunali». Il tassello che deve aggiungere quella che Melinu aspira a guidare «è creare le infrastrutture per collegare la Marina con il cuore del paese e potenziarne i servizi». Rafforzare i servizi è il cavallo di battaglia dell’ex vice sindaco e già assessore al Bilancio e ai Lavori pubblici, indispensabili per coniugare qualità della vita dei residenti e turismo sostenibile. «I flussi turistici non devono indicare la rotta, spetta all’amministrazione comunale tracciare la linea per governare lo sviluppo del turismo, orientato alla qualità di vita e ambiente, affinché l’over tourism non impatti su queste due dimensioni». Per esempio, è la proposta di Melinu, «individuare iniziative che spostino naturalmente il flusso turistico anche nelle spiagge meno frequentate, incrementandone i servizi alla balneazione che aprono spazi anche all’occupazione». Non solo sulle coste, per Melinu «i vacanzieri vanno spostati anche in agro cavalcando l’onda di una domanda sempre più crescente di visitatori interessati al turismo lento ed esperienziale, alla ricerca di tradizioni e autenticità».

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