«La sanità al servizio dei più deboli è indispensabile, oggi si sta perdendo umanità nella cura». Parte da qui l’intervento di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa dal 1991 al 2019 ed ex europarlamentare, protagonista a Cagliari dell’incontro “Ritorniamo umani e restiamo umani. La sanità al servizio dei più deboli”, organizzato dall’Ordine dei Medici.
Per Bartolo la sanità pubblica non è un principio astratto, ma il cuore stesso di una società civile. «Il bene più grande che avevamo era la sanità pubblica, oggi si sta spostando sempre più verso il privato. Chi non può permetterselo rinuncia a curarsi: questo è incivile». Un arretramento che colpisce soprattutto i più fragili, a partire dai migranti: «Arrivano dopo viaggi disumani, spesso passando mesi nei lager libici. Hanno un bisogno enorme di assistenza sanitaria, e invece vengono respinti, resi invisibili».
Lampedusa, racconta Bartolo, è una frontiera che continua a sanguinare. Alda Merini la definì «una testuggine sul cui carapace le persone si aggrappano per salvarsi». Lui su quel carapace ha vissuto per quasi trent’anni. «Nel marzo del 1991 arrivò il primo sbarco. Da allora ho assistito a tutti, fino al 2019». È diventato, suo malgrado, «il medico con più ispezioni cadaveriche al mondo». «Mi fa ancora male dirlo: io mi sono laureato per la vita».
Ha visto i segni delle torture, i corpi ustionati dalla benzina sui gommoni, la “malattia del gommone” esplodere dopo la fine di Mare Nostrum. In certi giorni, fino a 18 sbarchi. «Ci sono stati momenti in cui ho pensato di mollare». I morti stimati nel Mediterraneo sono almeno 150mila.Bartolo smonta anche la narrazione dell’ invasione . «Nel 2016 arrivarono 180mila persone, ma l’Italia perde 250mila abitanti l’anno. È un inverno demografico. L’Europa ha gli strumenti, ma non li usa, perché si sposta sempre più a destra». E ricorda l’accoglienza immediata riservata agli ucraini: «Giusta, sacrosanta. Ma perché non per tutti?».
Presente all’incontro anche l’assessora comunale Anna Puddu, che ha ribadito come «la politica debba rimettere al centro i diritti e la dignità umana, senza discriminazioni», citando l’intervento del Comune a tutela di migranti lasciati per settimane senza assistenza.
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