Parigi. Scuole in fiamme, presidi aggrediti, e quasi duemila persone fermate in Francia nelle proteste studentesche che lacerano la République.
A sette mesi dalle elezioni presidenziali del 2027, il Paese è nel caos, tra roghi e devastazioni. Il ministero dell’Interno, a fine giornata, ha fatto sapere che sono state 1.949 le persone fermate ieri da polizia e gendarmi. Numeri che si aggiungono a quasi un altro migliaio dei giorni scorsi.
Il vertice
Al termine di un vertice di crisi convocato d'urgenza a metà giornata, il governo del premier, Sébastien Lecornu, ha accusato la France Insoumise (Lfi) di Jean-Luc Mélenchon di fomentare le violenze urbane. Secondo quanto riferito da fonti di Matignon, i servizi di intelligence ritengono che il movimento di blocco dei licei sia una «manovra orchestrata» da LFI «e dai suoi referenti dell'estrema sinistra». Accusa seccamente respinta al mittente dagli Insoumis.
Intanto, il ministro dell'Istruzione, Edouard Geffray ha annunciato che riceverà oggi le associazioni studentesche nella speranza di placare gli spiriti mentre l’esecutivo ha disposto l'annullamento, almeno fino a lunedì, di tutti i viaggi e spostamenti previsti dalle agende dei ministri.
In un lungo messaggio su X, Geffray denuncia violenze «di estrema gravità» e chiede che in caso di occupazione di istituti o di gravi danneggiamenti agli edifici, le lezioni si svolgano a distanza per poter andare avanti con i programmi «in totale sicurezza».
La manovra
Secondo gli uffici del premier, Sébastien Lecornu, vi è una «valutazione condivisa dai servizi di intelligence sull'origine del movimento». Si tratterebbe, appunto, di una «manovra orchestrata dalla France Insoumise e dai suoi referenti dell'estrema sinistra».
Un'accusa sostenuta anche dal Rassemblement National di Marine Le Pen, in pole nei sondaggi in vista della corsa all'Eliseo. Tanto che il suo delfino e presidente del partito di estrema destra, Jordan Bardella, propone che «il conto dei danni, in milioni di euro», venga suddiviso «tra le famiglie degli incendiari e il partito che incita il caos: la France Insoumise».
«Invito il governo a non cadere nel complottismo e nell'infantilizzazione degli studenti liceali», replica il coordinatore di Lfi, Manuel Bompard, garantendo che «questo movimento spontaneo è nato dall'esasperazione di fronte a condizioni scolastiche assolutamente indegne».
La mobilitazione
Partita una settimana fa da alcune scuole della banlieue parigina, con il dichiarato appoggio di Lfi, la mobilitazione non ha smesso di crescere, fino a coinvolgere anche i campus universitari (una trentina secondo il sindacato studentesco tra Parigi, Strasburgo, Marsiglia, Lione 2, Reims, Poitiers e Nanterre). Ieri, il numero di blocchi o incidenti legati alla mobilitazione studentesca è ulteriormente cresciuto, raggiungendo quota 900 azioni di protesta, riferiscono fonti della sicurezza citate dalla France Presse, secondo cui il movimento coinvolge ormai tutti i dipartimenti (province) d'Oltralpe e, da mercoledì le autorità hanno rilevato «una svolta, con un cambiamento di toni, più radicali e episodi di violenza urbana nei pressi dei licei».
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