Due box aperti su dieci: da qui riparte la sfida per il mercato di Santa Chiara. Con un nuovo bando sperimentale l’amministrazione comunale punta a rilanciare il mercato più antico della città.
L’obiettivo è chiaro: ridare dignità a un luogo di scambio centrale nella vita del capoluogo, rimasto ormai quasi vuoto (solo due dei dieci box presenti sono attualmente occupati). Per farlo, il Comune ha scelto di superare la gestione pubblica e indire un bando della durata di due anni, con possibilità di rinnovo, rivolto a operatori economici privati che mantengano intatta la funzione mercatale di Santa Chiara. Per partecipare sarà necessario presentare – oltre a uno studio di fattibilità economico-finanziaria – un progetto solido e sostenibile nel tempo. Un piano capace di garantire la permanenza delle ultime due concessionarie attive e di integrarsi nel tessuto commerciale del centro cittadino.
La decisione
«Una novità attesa e frutto di un grande lavoro della commissione Sviluppo economico – spiega l’assessore ai settori produttivi Carlo Serra –. Dietro questa proposta c’è la volontà di rilanciare un’attività commerciale di prossimità utile ai residenti, che in questo momento manca nel centro storico». Una struttura che è sempre stata punto di riferimento per i cagliaritani, ma non solo: «Il mercato di Santa Chiara compare in tutte le guide turistiche, ma oggi probabilmente chi lo visita rimane deluso – continua il presidente della Commissione consiliare Matteo Massa –. Da qui il desiderio di riscatto, fiduciosi che, con l’aiuto di chi fa impresa, in futuro possa addirittura sorprendere».
Grazie alla sua posizione centrale, il mercato si candida a essere una «perfetta vetrina enogastronomica dei prodotti locali» per i flussi turistici che popolano tutto l’anno il centro del capoluogo. Ma la visibilità turistica non dovrà sostituire quella mercatale: il regolamento prevede che il 70% degli spazi sia riservato alla vendita di prodotti enogastronomici, mentre alle attività legate al turismo e all’artigianato non potrà andare oltre il 30%. Ci sarà tempo per partecipare al bando fino al 13 marzo.«Al termine di questa sperimentazione faremo le nostre valutazioni: vedremo se il mercato avrà ancora un senso in quella posizione. In caso contrario trarremo le opportune conclusioni, ma siamo convinti che il mercato civico nel cuore di Cagliari sia un elemento importante», conclude l’assessore.
Chi resiste
Tra i corridoi semi vuoti, chi è rimasto continua a credere nella rinascita. «Speriamo che chi arriverà abbia voglia di lavorare, di promuovere questa struttura meravigliosa, frequentatissima da tanti turisti ma anche dai locali che non hanno più un luogo dove fare la spesa – racconta Cristina Monti, una delle due operatrici rimaste –. Un luogo strategico, straordinario per la sua storia e per l’energia che si respira». Accanto a lei Enrica Cacceddu, l’unica “coinquilina”: «L’unica cosa che mi spaventa è che il bando resterà aperto per poco tempo e che i gruppi in grado di presentare una proposta davvero solida siano pochi. Ma in ogni caso siamo molto fiduciose e sicure che non ci sarà da pentirsi della scommessa».
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