Una mostra oltre una semplice esposizione per raccontare uno dei tesori più affascinanti dell’antico Egitto e costruire un dialogo con il pubblico e con la città: ecco “Tutankhamon, la tomba, il tesoro, la scoperta”, ospitata nella Passeggiata Coperta del Bastione, inaugurata venerdì e visitabile fino al 31 luglio.
«L’obiettivo non è soltanto approfondire uno straordinario tesoro», hanno spiegato Paola Tuveri e Serena Fadda, rispettivamente presidente e vicepresidente della Cooperativa Sémata, che organizza insieme al Comune e all’Assessorato alla Cultura l’evento. «Tutankhamon ha già una grande sezione museale nel Grand Egyptian Museum di Giza. Questa esposizione non vuole sostituirla, ma raccontare il ritrovamento della sepoltura e le ricerche che hanno permesso di ricostruirne la storia». Perché tutto quello che vedranno i cagliaritano è una replica.
L’allestimento proietta il visitatore nel 1922, anno in cui la tomba venne individuata nella Valle dei Re, per poi riportarlo indietro nel tempo, nell’antico Egitto. Si ricostruisce non solo il ritrovamento archeologico, ma anche le emozioni di quel momento che cambiò per sempre la conoscenza della civiltà egizia. I visitatori possono ammirare le repliche ufficiali, certificate dal Ministero delle Antichità Egiziano, dei reperti più rappresentativi del grande corredo funerario di Tutankhamon. Installazioni e ricostruzioni permettono di comprendere il contesto storico e la vita del giovane sovrano, rendendo la visita coinvolgente anche per i più giovani.
Lisa Manzi, direttrice dell’esposizione, racconta il significato del progetto. «L’idea è stata quella di costruire un itinerario capace di portare il pubblico dentro la vicenda del ritrovamento». Centrale è la figura di Howard Carter, che accompagna i visitatori con il suo ologramma e che individuò la sepoltura. Iniziò come illustratore archeologico, poi diventò archeologo, appassionandosi all’Egitto fino a maturare l’intuizione che nella Valle dei Re ci fosse ancora qualcosa di importante da trovare. Determinante fu l’appoggio del ricco Lord Carnarvon, che finanziò la spedizione. Dopo otto anni di scavi, un operaio individuò un gradino nascosto nella sabbia: da lì iniziò una vicenda destinata a cambiare la storia dell’archeologia.
La visita prosegue con la ricostruzione degli ambienti della tomba. Una sezione è dedicata alla famiglia di Tutankhamon e al contesto storico. Salì al trono a circa 8 anni e visse una vita breve e complessa. Sposò la giovane Ankhesenamun, probabilmente sua sorellastra. Non ebbe eredi: due figlie nacquero morte e furono sepolte accanto a lui.
Nell’anticamera compare l’incredibile accumulo di reperti trovato da Carter: carri da guerra, letti funerari, troni e strumenti della vita quotidiana e del potere. Nella camera funeraria i dipinti raccontano il passaggio dalla vita terrena all’aldilà; qui erano collocati i sarcofagi che proteggevano la mummia. Il cammino espositivo si conclude con la camera del tesoro, con altri elementi rituali e simbolici, oltre ai vasi canopi con le viscere del faraon e.
L’esposizione è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20 con visite libere e guidate multilingue e in LIS, un virtual tour e un bookshop. Il programma prevede eventi di approfondimento, come l’arrivo il 10 e 11 aprile dell’archeologo e divulgatore Zahi Hawass. Biglietti di ingresso a partire da 5 euro.
Quanti interrogativi e quante domande restano? Il ritrovamento continua ancora oggi a sorprendere studiosi e visitatori. L’iniziativa è un viaggio tra archeologia, storia e tecnologia che prova a trasformare uno dei misteri più celebri in un’esperienza culturale aperta e accessibile a tutti in città.
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