Eccellenza.

La prima volta dell’Usinese un premio per la continuità 

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USINI . Passo svelto, occhio vispo. La schiena è dritta mentre percorre la discesa dagli spogliatoi al terreno di gioco del Peppino Sau. Pierluigi Scotto sorride. È il primo a entrare in campo, venerdì 7 agosto alle 18, per il primo allenamento della stagione. Come fu, mesi fa, il primo e tra i pochi, a credere ancora all’Eccellenza. Quando pareva un orpello, con il Bonorva spedito direttamente alla finalissima, disputare la gara valida per il terzo posto contro l’Ozierese. I fatti gli hanno dato ragione: grazie al posizionamento ai playoff e alle mancate iscrizioni di Olbia e Carbonia, la sua Usinese è stata ripescata.

Per l’Usinese è la prima volta nella sua storia in quinta serie, dopo 34 anni di fila in Promozione. Un record. Antonino Derosas (per tutti “Zio Tonino”), li ricorda tutti. È il presidente dal 1991. L’Eccellenza l’ha sfiorata più volte (dalla finale persa contro l’Atletico Sirio di Bernardo Mereu nel 1994 a quella in Coppa Italia contro il Sanluri nel 2008). Il salto di categoria lo aveva immaginato diverso. «Fa nulla: l’emozione rimane viva, il paese è entusiasta per un momento atteso da 35 anni», afferma quando parla alla squadra a centrocampo, dopo il sindaco di Usini, Giovanni Luigi Testoni, prima di lasciare il gruppo in mano a Roberto Sai, preparatore atletico e vice allenatore, e ai collaboratori Gianluca Pinna e Paolo Cuccuru. Costantino Saiglia, preparatore dei portieri, guida i nuovi arrivati tra i pali: Davide Piga e Klym Canu Golubenko.

Federico Pireddu, l’argentino Pauleto Molina (in arrivo) e un mister X in attacco chiudono il roster degli acquisti. Ma non parlate di restyling al ds Sandro Panzali: «Il marchio di fabbrica deve essere il bel gioco, Scotto è una garanzia in questo. La rosa è quasi al completo, la squadra la scorsa stagione era stata fatta per disputare i playoff. Ci abbiamo creduto sino alla fine, Scotto ci credeva da sempre». Si continua a remare con i giovani del territorio, con la stessa politica. Il progetto non cambia.

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