Nel quarto anniversario della guerra in Ucraina, l'Italia rivendica la scelta di campo fatta nel 2022 e da allora, sostanzialmente, mai messa in discussione. Un posizionamento al fianco del popolo ucraino «per la difesa della propria libertà e indipendenza», rivendica Palazzo Chigi che sottolinea «il costante e convinto sostegno» a Kiev «insieme agli alleati europei e occidentali». La linea, dunque, non cambia: il nostro Paese «partecipa agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura» seguendo due direttrici: l'accompagnamento del negoziato promosso dagli Stati Uniti e la partecipazione alle attività della Coalizione dei volenterosi «per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina».
Ieri la premier Giorgia Meloni è intervenuta in video-collegamento alla riunione dei volenterosi. L'obiettivo è stato «creare le condizioni affinché la popolazione ucraina possa vivere in pace nel pieno rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale». Intanto, FdI in Senato organizza un convegno a cui prende parte anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari. «È chiaro che finché l'ipotesi di pace sul campo è solo un'Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe ed arrendersi, non è percorribile», dice il braccio destro di Meloni. Parole che risuonano come un messaggio interno al centrodestra, in cui - come noto - le sensibilità sul tema sono diverse. Roberto Vannacci? Chi vuole stare nella coalizione «deve condividere il programma di centrodestra» in cui compare anche il «sostegno all'Ucraina», risponde seccamente.
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