Roma. «Ero posseduto. Dormivo e mi è apparsa la Meloni in sogno, vestita di bianco… sembrava la Madonna di Fatima! Mi diceva: "Bruno, dipingi l’angelo a mia immagine… mettigli la mia faccia…”. La mano andava da sola! Oddio, la risento… “Bruno, dirigiti alla Cappella Sistina… ci sono due col dito, uno ha la barba…”. No, la Cappella Sistina no! Chiamatemi un esorcista!». Lo ha detto a Fiorello nella puntata de La Pennicanza di ieri, Bruno Valentinetti, il restauratore del ritratto del cherubino alla basilica di San Lorenzo in Lucina al centro delle polemiche in questi giorni per il restauro che ha donato a uno degli angeli i lineamenti della premier Giorgia Meloni.
«Sono andato lì di persona e non ci potevo credere: c’era la fila! - ha aggiunto ironicamente Fiorello - All’inizio ho pensato: "Guarda quanta gente che vuole pregare…”. Macché! Erano tutti in fila per vedere l’angelo Meloni! C’era gente inginocchiata sotto l’affresco: “Ti prego, leva le accise…”, “Fammi arrivare la pensione…”. Ma nessuno ha notato che lì vicino c'era un crocifisso… con la faccia di La Russa!».
Non accenna a spegnersi insomma il caso esploso in seguito al restauro dell’opera voluta nel 1985 dal parroco don Pietro Pintus che volle dedicare un monumento all’ultimo re d’Italia. Venticinque anni fa l’intervento del pittore-restauratore Bruno Valentinetti: un cherubino con una corona sabauda e un altro con la mappa dell’Italia, entrambi chinati sul busto del re, in alto uno stemma Savoia. Infine l’intervento di ripristino nel 2023 dopo alcune infiltrazioni.
Si tratterebbe del secondo angelo ad aver assunto le fattezze di Meloni, fatto che ha spinto anche il Vicariato che ha la competenza sulle chiese romane a prendere una posizione precisa. «Riguardo al restauro della decorazione pittorica della cappella del Crocifisso nella chiesa di San Lorenzo in Lucina si precisa che sia la Sovrintendenza sia l'ente proprietario, oltre all'Ufficio per l'edilizia di culto del Vicariato di Roma, erano al corrente dal 2023 di un'azione di restauro “senza nulla modificare o aggiungere” sull’affresco in questione di recente fattura (anno 2000); pertanto la modifica del volto del cherubino è stata un'iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti».
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