Dall’attacco «all’accoppiata malefica composta da Ue e Fmi» alla remigrazione, o meglio i rimpatri, per chi non rispetta la legge. Con lo slogan “In Europa padroni a casa nostra” Matteo Salvini porta in piazza Duomo a Milano i Patrioti europei, dal francese Jordan Bardella all’olandese Geert Wilders. Grande assente Viktor Orban, premier uscente travolto dal voto della sua Ungheria, che il leader della Lega ha ringraziato dal palco. A pochi metri dal palco sono invece andate in scena le proteste degli antagonisti e dei centri sociali. Tre i cortei contro il raduno sovranista, in una Milano blindata dalle forze dell’ordine. Durante quello degli antagonisti partito da piazza Tricolore non sono mancanti momenti di tensione: la polizia ha usato gli idranti contro i manifestanti, che hanno risposto con fumogeni e petardi nel tentativo di forzare il blocco e arrivare in piazza Duomo. E a Roma, durante il corteo degli anarchici, un funzionario di polizia è rimasto ferito al volto da una bottiglia di vetro lanciata da un manifestante.
«Siamo 10mila»
Erano alcune migliaia, 10mila secondo più fonti, i dimostranti sotto la Madonnina, dopo un breve corteo che ha sfilato da Porta Venezia con in testa un trattore e gli amministratori locali della Lega. L’appuntamento dei Patrioti si è tenuto dopo settimane di polemiche sul concetto di “remigrazione”, che sembrava sparito dalla piattaforma dell’evento fino a quando non l’ha pronunciata Salvini dal palco, dopo aver ricordato Umberto Bossi e aver chiesto un minuto di silenzio per Giacomo Bongiorni, ucciso a botte davanti al figlio a Massa. «Remigrazione non vuol dire mandare via chiunque incontri per strada, ma che il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono un atto di fiducia - ha sottolineato - Ti garantiamo bonus e sanità gratuita, se però commetti degli errori, come per la patente a punti, anche il permesso soggiorno a punti: dopo alcuni errori torni a casa tua». Nei giorni scorsi il tema della remigrazione aveva scatenato il fuoco amico degli alleati azzurri. E ieri mattina all’Arco della Pace il responsabile del dipartimento Immigrazione di Forza Italia Milano Amir Atrous ha promosso un evento con protagonisti gli italiani di seconda generazione.
Il lockdown
L’islamizzazione del continente, l’immigrazione clandestina, il controllo delle frontiere, la difesa dei valori cristiani dell’Europa e dell’Occidente sono stati al centro degli interventi degli ospiti internazionali. Bardella del Rassemblement National ha parlato del processo Open Arms, in cui «Salvini è stato attaccato senza sosta dall’estrema sinistra e accusato di fare il suo dovere» perché «ha fermato con coraggio gli sbarchi dei clandestini». Mentre Wilders è tornato sulla notizia delle due ragazze olandesi che sarebbero state stuprate a Milano da un immigrato: «Non possiamo accettarlo, dobbiamo fermare l’immigrazione dai Paesi islamici». Il leader del Pvv ha dipinto Milano come la capitale «delle baby gang, terrorizzata dai giovani immigrati criminali». Salvini dal palco della sua Milano - che ha promesso di riconquistare alle prossime elezioni comunali, vincendo anche le politiche - ha attaccato l’Unione europea chiedendo la sospensione del Patto di stabilità e del Green Deal. «Bruxelles vuole affrontare la crisi energetica con un nuovo lockdown - ha detto - No, non abbiamo nessuna intenzione di chiudere scuole e fabbriche». E ha rilanciato sul gas russo, dopo lo stop alle sanzioni Usa: «Se lo fanno a Washington lo devono fare anche a Bruxelles».
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