Samassi.

«La nostra festa all’insegna del gusto» 

Migliaia i visitatori alla Sagra del carciofo. Onnis: bilancio più che positivo 

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L’acquazzone è durato mezzora, ma il sole che ha fatto capolino alle 14,30 ha rincuorato gli imprenditori e gli artigiani al lavoro nei rispettivi stand, e ancor di più i visitatori arrivati da tutta la Sardegna e i tanti dalla penisola. «L’occasione per raccontare la bontà del nostro prodotto principe, ma anche una grande festa dell’accoglienza», dice soddisfatto l’assessore all’agricoltura Giacomo Onnis. E tra musica, balli tradizionali e sport è stata davvero una festa.

Ventata di ottimismo

L’ultima della tre giorni della Sagra del carciofo di Samassi archivia un’edizione (la numero 36) che ha rincuorato non poco gli agricoltori reduci dalle settimane di pioggia ininterrotta, con i campi allagati e danni alle colture. Una ventata di ottimismo, perlomeno dal punto di vista emozionale poiché i danni ci sono stati e occorrerà coprirli. «Nonostante le preoccupazioni», sottolinea l’assessore, «siamo riusciti a organizzare un evento che ha richiesto grande impegno, ma il bilancio è molto, molto positivo». Migliaia i visitatori che hanno potuto apprezzare il carciofo di Samassi, in particolare la varietà Violetto, coltivato dalla cooperativa “La collettiva” (una centinaio di soci), dalla società agricola Bonsè, nonché dai tanti agricoltori non associati. Durante i quattro giorni della rassegna, oltre ad acquistare gli ortaggi direttamente dai produttori, se ne è potuto apprezzare il gusto e la versatilità con i piatti proposti dai tantissimi punti ristoro aperti dalla Pro loco e dai tredici residenti che hanno accolto l’invito a raccontare le ricette della tradizione (tra queste il carciofo alla brace, con ripieno di pomodoro secco, andato a ruba). Un viaggio dei sapori già celebrato durante i due show cooking degli chef Alberto Sanna e Raffaele Altamura, tenuti a casa Podda, dimora dell’itinerario “Domus e lollas di Samassi”, le case campidanesi in terra cruda (tante in paese ancora molto ben tenute) che hanno ospitato anche un altro pezzo forte del programma, i laboratori dedicati alla preparazione del raviolo di Samassi, delle panadas, di “sa costedda” (delizioso pane-focaccia con strutto e ciccioli); di tintura dei tessuti con le piante, di cosmesi naturale e medicina popolare.

Un punto d’orgoglio

La sagra di Samassi è diventata anche una vetrina (55 espositori) per i prodotti agroalimentari e dell’artigianato di tutta l’Isola. «Un nostro punto d’orgoglio», dice il presidente della Pro loco Andrea Papavero. «Abbiamo selezionato le tante proposte in base alla qualità e al radicamento nel territorio, le stesse caratteristiche della nostra produzione di carciofi». Oltre cinquemila, rivela, «i carciofi che abbiamo cucinato e servito ai visitatori. Un punto d’orgoglio, la qualità che si rivela nel gusto».

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