La svolta.

La Nazionale riparte dal bis di Mancini 

Dopo il dietrofront su Pirlo arriva l’accordo con il ct della vittoria agli Europei del 2021 

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Sulla panchina dell’Italia torna Roberto Mancini. A quasi tre anni esatti dalle dimissioni, datate 12 agosto 2023, seguite a poche settimane di distanza dal clamoroso passaggio in Arabia Saudita, Giovanni Malagò lo sceglie per il nuovo corso azzurro, dopo giorni frenetici spesi tra annunci di piani decennali, «scelta concordata» di scommettere su Andrea Pirlo, polemiche, passi indietro e il clamoroso divorzio da Maldini e Leonardo.

Con Mancini c’è Claudio Ranieri, veterano degli allenatori passato alla carriera di dirigente. E Malagò, dopo il polverone su Pirlo, ha dovuto superare il ricordo della “fuga” in Arabia del Mancio, tre anni fa. «È importante che si sia scusato, ed è la premessa della sua presentazione», ha detto il presidente della Figc, con la conferenza stampa del vecchio/nuovo ct (e di Ranieri) in programma oggi alle 18.20.

La condivisione

Nella conferenza che ha chiuso il Consiglio Federale, il numero 1 della Figc si è premurato di precisare che la scelta di Mancini, pienamente sua ma con approvazione di Ranieri (che al momento dell’annuncio ai consiglieri non aveva ancora dato il sì definitivo, e dunque non è stato nominato), «è stata pienamente condivisa».

A conti fatti, il destino azzurro è tornato alla casella di partenza: quel Roberto Mancini accreditato da principio dei favori di Malagò, che ne è dichiaratamente amico personale. E i due erano assieme la settimana scorsa, a Roma, per la finale della Coppa Canottieri Over 60 vinta proprio dall’Aniene con 5 gol dello stesso Mancini.

Compattati

«Buon lavoro a Mancini e Ranieri: dopo ore non semplici, non possiamo che appoggiare la bontà della scelta di Malagò», la nota ufficiale del presidente della Lega Calcio Serie A, Simonelli, a cose oramai fatte. In realtà, dalla ricostruzione del Consiglio, emerge che il n. 1 di via Rosellini in collegamento online aveva espresso chiaramente contrarietà («parlo per incarico della Lega...», la sua premessa, poi confermata da Marotta).

I club della massima serie, grandi elettori di Malagò, chiedevano di essere consultati. Il presidente Figc ha rivendicato il suo ruolo decisionale, inaspettatamente coadiuvato in consiglio da Abete, pronto a ricordare che la scelta spetta al presidente. E così si è andati avanti.

Seconda volta

Mancini avrà davanti un altro quadriennio in Azzurro. Con lui l’ultimo successo della Nazionale, agli Europei del 2021 nella finale di Wembley contro l’Inghilterra, e la striscia di 37 risultati utili consecutivi, oltre alla valorizzazione di alcuni giovani. Nel curriculum però anche il playoff del 2022 perso con la Macedonia del Nord e quella fuga a Ferragosto del 2023, prima di incassare i petrodollari di Riad. Toccherà a lui provare a rompere l’incantesimo dei tre Mondiali mancati.

«A me Mancini è sempre piaciuto, lo seguivo anche al Manchester City: è un vincente, sono molto contento per lui e mi sento uno di voi», ha detto lo spagnolo Cesc Fàbregas, allenatore del Como. «Mancini è una scelta di un tecnico di qualità, non c’erano altre opzioni. Parliamo di uno che ha vinto l’Europeo con l’Italia», ha aggiunto Giancarlo Abete, presidente Lnd. E anche la politica si è schierata a favore del nuovo ct.

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