C’è chi ha accumulato oltre 1 milione e mezzo di debiti, fra mutuo per la casa e ulteriori prestiti diventati negli anni insostenibili, altri si sono ritrovati strozzati dalla crisi post Covid. Persone disperate, non solo residenti in città, che si sono rivolte allo sportello quartese “Liberi dal debito”, aperto da circa un anno in Comune dopo la firma del protocollo d’intesa con l’omonima associazione che a livello nazionale si occupa di divulgare la legge 3 del 2012, la cosiddetta Salva-suicidi.
Lo sportello
«Le richieste di aiuto sono raddoppiate negli ultimi sei mesi», il bilancio tracciato in commissione Politiche sociali da Gianluca Angius, referente regionale dell’associazione, e in prima linea dopo aver vissuto sulla propria pelle il dramma del sovraindebitamento.
Lo sportello è attivo da febbraio dello scorso anno, ospitato nella sede dell’assessorato ai Servizi sociali del Comune. Un ufficio in via Cilea dove poter avere una consulenza su appuntamento (tramite la mail info@liberidaldebito.org, o al numero di telefono 3453010319) e verificare se esistono le condizioni per accedere alle procedure previste nel Codice della crisi di impresa.
I numeri sono in crescita: in oltre 300 hanno contattato l’associazione lo scorso anno, 150 quelli ricevuti allo sportello, 81 con un primo appuntamento fissato. «Attualmente ne stiamo seguendo cinque, tutte persone che hanno intrapreso il percorso. Potenzialmente sono molte di più, tanti sono frenati dalla vergogna e hanno bisogno di più tempo per pensarci, è comprensibile. La cosa fondamentale è fornire una prima consulenza gratuita dove si spiega cosa fare sulla base di quanto previsto dalla legge, il primo passo per iniziare a riprendere in mano la propria vita».
Un presidio importante
Un problema molto diffuso. Padri e madri di famiglia - in molti casi divorziati - imprenditori e liberi professionisti, tutti schiacciati dai debiti accumulati negli anni. «Ci sono anche figli che si sono ritrovati con fideiussioni firmate per aiutare i genitori – racconta Angius –, ma anche vittime di scommesse online». E poi c’è chi ha perso il lavoro durante la pandemia esplosa nel 2020.
Situazioni disperate che Gianluca Angius conosce bene. L’impresa di famiglia, messa a dura prova dalla crisi economica del 2008, è passata dagli anni d’oro al debito di oltre 450mila euro, sino al fallimento. Ad aiutarlo è stata l’associazione “Liberi dal debito”: l’iter è iniziato a febbraio 2021, poco più di un anno dopo la sentenza del tribunale di Cagliari che lo ha salvato spalmando il debito in un arco temporale definito dalla legge in base a quello che riesce a pagare. «Ad aprile finisco di cancellare il debito», ricorda.
Tema al centro dell’ultima riunione della commissione Politiche sociali. «Lo sportello è un presidio importante che, oltre a divulgare una legge ancora poco conosciuta, ha un risvolto sociale perché garantisce un supporto fondamentale per chi - a causa dei debiti - si trova a vivere situazioni delicate e difficili», commenta soddisfatta la presidente Marina Del Zompo.
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