Roma.

La madre dell’imputato: «Mark disse che Ilaria non c’era più»  

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Roma . Di quella tragica mattina ricorda le parole del figlio. «Mark mi disse che Ilaria non c’era più». Nel processo per il femminicidio di Ilaria Sula, la 22enne uccisa a Roma nel marzo dello scorso anno, è stata ascoltata come testimone la madre di Mark Antony Samson, reo confesso del femminicidio della ex fidanzata, accoltellata nell’appartamento dove il ragazzo viveva con i genitori in via Homs, nel quartiere Africano. «Quella mattina Mark ha aperto la porta della sua stanza, ho visto che piangeva, era tutto rosso», ha detto Nosr Manlapaz, sentita come testimone assistito visto che ha patteggiato una pena a due anni per concorso in occultamento di cadavere. «Tremava - ha aggiunto – cercai di abbracciarlo e vidi il corpo di Ilaria steso in terra a faccia in giù, si vedevano i piedi. Ho chiesto a mio figlio “che cosa hai fatto?”». La donna ha ricordato che la sera prima il figlio le scrisse di non entrare nella sua stanza: «“È l’unica cosa che ti chiedo, devo concentrarmi”, mi disse Mark». E poi: «La mattina dopo quando mi sono svegliata intorno alle 9 è venuto in cucina e mi ha abbracciato. Poi ha preparato il caffè con due tazzine, dicendo che c’era Ilaria con lui». Nosr Manlapaz ha aggiunto che quella mattina li aveva sentiti parlare ad alta voce: «Allora sono andata a bussare alla porta, ero preoccupata. Mark mi ha detto: “Mamma, stiamo solo parlando”. Poco dopo ho sentito Ilaria nella stanza che gridava e diceva: “Adesso che cosa vuoi fare?”. Ho provato a entrare ma lui per due volte mi ha detto: “Mamma, aspetta”». La donna ha ricordato di aver «visto tanto sangue sul pavimento, attorno alla testa di Ilaria. Mark mi ha portato nella mia camera e mi ha chiesto: “Mamma, abbiamo una valigia?”. Poi mi ha detto di andare a comprare buste e detersivo. Lui ha usato dei fazzoletti di carta per pulire il sangue e io gli ho dato dei vestiti vecchi. Gli dissi: “Basta che hai levato il grosso”».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?