La Juventus ha un nuovo portiere ed è Guglielmo Vicario, al Cagliari nella stagione 2020-2021. L’estremo difensore, proveniente dal Tottenham, è atterrato nel pomeriggio di ieri all’aeroporto torinese di Caselle: il classe ‘96 arriva in prestito con diritto di riscatto fissato intorno ai 10 milioni, bonus compresi.
Vicario era finito ai margini al Tottenham, nonostante il manager sia italiano come lui (Roberto De Zerbi). Già nella scorsa stagione, con una precedente guida tecnica, era stato criticato per delle prestazioni non all’altezza (gli Spurs hanno evitato solo all’ultima giornata quella che sarebbe stata una clamorosa retrocessione dalla Premier League) e dopo l’operazione per risolvere un problema all’ernia a fine marzo non era più tornato fra i pali.
Doppio colpo
Vicario cercherà così di risollevare una carriera che nell’ultimo anno si è un po’ arenata. Il Cagliari lo aveva ceduto all’Empoli nell’estate del 2021, in prestito con diritto di riscatto esercitato un anno dopo, e al Tottenham giocava dal 2023: 117 le presenze con i londinesi, contando tutte le competizioni. La scelta della Juventus è ricaduta su di lui dopo i tentativi infruttuosi per i vari Zion Suzuki (finito, dopo vari ribaltoni, all’Aston Villa) ed Emiliano Martínez (non hanno convinto le sue condizioni fisiche).
Non è però l’unico acquisto dei bianconeri, perché nel frattempo ha firmato anche Jhon Lucumí. Il difensore colombiano, compagno di Mina agli ultimi Mondiali, arriva dal Bologna per una cifra complessiva di 19,5 milioni più bonus e ha siglato un contratto che lo lega alla Juventus fino al 30 giugno 2030. Preso Vicario, ora c’è da piazzare l’ex titolare Michele Di Gregorio: potrebbe tornare al Monza.
Il test
Nel pomeriggio, poco dopo l’arrivo di Vicario, la Juventus ha giocato all’Allianz Stadium la tradizionale amichevole in famiglia. Questa volta è finita prima del previsto e del solito, perché la classica invasione dei tifosi bianconeri è avvenuta prima ancora che iniziasse la ripresa. Oltre 23mila gli spettatori che, dopo aver visto la prima squadra di Spalletti segnare due reti in 45 minuti alla Next Gen di Brambilla, con Conceição e McKennie, hanno deciso di anticipare l’abbraccio ai propri beniamini.
«Sarebbe stato meglio farla al 90’, ci sarebbero state le stesse persone in campo ma così non è stato permesso ai giocatori che sarebbero entrati di disputare il secondo tempo», ha commentato non entusiasta il tecnico toscano. Alla kermesse non poteva mancare John Elkann, il quale si è accomodato nell’inedita postazione in panchina al fianco di Spalletti. «È un’esperienza che non avevo mai vissuto, non potevo rifiutare», ha raccontato all’intervallo, «e con lui il rapporto è forte: è bello sentire i pensieri del mister, oltre a vedere la gara da una prospettiva diversa».
In campionato
La gara in famiglia è stato l’ultimo test dell’estate, da domenica a Frosinone per la Juventus si comincia a fare sul serio: «L’ambizione sarà sempre quella di vincere, abbiamo grandi impegni in Italia ed Europa ed è importante portarli avanti», gli obiettivi del club per il numero uno di Exor. «Abbiamo sempre avuto cicli: siamo in una fase di costruzione che bisogna fare bene, Carnevali si sposa bene con la Juve perché ha capacità, voglia e passione di riportare il club alle grandi cose che merita».
È lo stesso, identico obiettivo di Spalletti: «Servono lavoro e tempo per rimontare i gradini persi, c’è ancora lavoro da fare per essere al livello di qualche squadra, ma abbiamo fatto operazioni interessanti e intelligenti. Ci sono 5 o 6 squadre fortissime e lo siamo anche noi, dovremo essere attrezzati perché in Europa League si giocano partite ravvicinate tra giovedì e domenica o lunedì».
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