Una settimana con il cuore nel grande fotoreportage e uno scoop, l’avventurosa storia della valigia ritrovata di François Sully, fotoreporter francese che ha trascorso 24 anni in Indocina documentando uno dei periodi più intensi e drammatici dei conflitti che hanno attraversato il Paese. È “Storie di un attimo”, il festival popolare della fotografia che torna a Olbia con la sua quindicesima edizione tra il 7 e il 15 novembre. L’associazione Argonauti presenta un programma diffuso tra il museo archeologico e diversi spazi della città, con mostre, incontri, proiezioni, workshop.
La scoperta
La storia de “La valigia vietnamita” si intreccia con quella del festival di Tavolara, altra creatura di Argonauti. «Un amico che collabora con noi, nei giorni del festival mi ha raccontato di avere una valigia piena di fotografie di un fotoreporter scoperta a Porto Cervo e me le ha generosamente messe a disposizione», racconta l’organizzatore, Marco Navone. Finisce così nelle sue mani una valigia con la scritta “Time, Life, Saigon” e dentro un centinaio di foto della guerra in Indocina e una Canon 35 mm, un piccolo tesoro che è l'archivio Sully finito in una villetta a Porto Cervo dove il fotografo passava i periodi di riposo tra una trasferta e l’altra. Il reporter, nato nel 1927, un’esperienza da partigiano, è approdato a Saigon appena diciottenne ed è stato tra i primi a coprire quel fronte di guerra per “Newsweek” e “Time”. Morirà in Cambogia in un incidente in elicottero nel 1971. Dopo la sua morte, la casa di Porto Cervo rimase a lungo abbandonata e i suoi beni furono successivamente trasferiti. Tra questi, la valigia consegnata dal professionista olbiese all'associazione Argonauti. «Si tratta di materiali – spiega Navone – la cui attribuzione non è sempre certa, probabilmente parte di un fondo di agenzia gestito dallo stesso Sully, che restituiscono uno sguardo su una pagina importante della storia del fotogiornalismo».
Sguardi sul mondo
Tornano a “Storie di un attimo” e al museo archeologico altri due importanti fotoreporter, Francesco Cito che presenta “Effetà”, reportage dedicato ai bambini e ai giovani con disabilità uditiva in Palestina, seguiti dall'Istituto Effetà Paolo VI di Betlemme e Ugo Panella Con “Il Cairo, la città dei morti” reportage su Al-Qarafa, uno dei più antichi cimiteri musulmani d'Egitto, che si estende per circa dieci chilometri lungo la sponda orientale del Nilo. Un luogo nel quale vivi e morti condividono gli stessi spazi, tra tombe, abitazioni e attività quotidiane. Allo Spazio Holo, Hermes Mereghetti presenta “In-Visibile”, un progetto che affronta il tema del disagio mentale. Al Refettorio dell’Arte, “Indian Railway”, di Giulio Casti, reportage dedicato alla realtà delle ferrovie indiane e “New Generation” di Nivia Iglesias Davis sui giovani migranti che vivono e lavorano a Olbia. Alla Società dello Stucco, Marco Navone presenta “Bac Ha, Buffalo Market e altre storie”, reportage in bianco e nero realizzato nel Vietnam settentrionale nel maggio 2026. Il percorso si completa al Refettorio dell'Arte con “Scatti fra le nuvole. Il fumetto incontra la fotografia”.
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