La memoria.

La giungla mediterranea di Neoneli 

Il recupero del patrimonio ambientale del paese: si inizia con un libro 

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Una giungla in Sardegna. Alcune decine di ettari di bosco che da diverse centinaia di anni non hanno, fortunatamente, visto fiamme e non sono stati toccati dalla mano dell’uomo. Un patrimonio ambientale di enorme valore ma sconosciuto ai più. Ecco perché il Comune di Neoneli ha pensato bene di valorizzare ciò che possiede nel suo territorio con un’operazione di conoscenza: attività di riscoperta di un enorme patrimonio ambientale raccontate in un libro, presentato sabato nel centro del Barigadu.

L’opera è stata affidata dall’amministrazione uscente, guidata dal sindaco Salvatore Cau, al fotografo nuorese Domenico Ruiu che con un pool di navigati esperti, tra cui Matteo Cara, Renato Brotzu e Giuseppe Delogu, solo per citarne alcuni, e con la guida editoriale di Poliedro, hanno realizzato un’opera “Le foreste di Neoneli”, in cui il territorio viene raccontato in tutto il suo splendore.

La sorpresa

I boschi del Barigadu, infatti, sono conosciuti ma pochi sanno che esistono particolarità uniche. A cominciare dalla cosiddetta “giungla mediterranea”. «Nel territorio di Neoneli, in mezzo alle sue foreste, in alcuni canali di grande estensione la vegetazione ha raggiunto dimensioni particolari perché a memoria d’uomo quei boschi non sono stati mai tagliati e non sono stati danneggiati dal fuoco – racconta il geografo Matteo Cara, autore di alcune delle pagine del libro curato da Domenico Ruiu – inoltre sugli alberi, col tempo, si è innestata una grande varietà di rampicanti, una muraglia vegetale che si sviluppa in altezza ed è unica per compattezza ed estensione».

Dello stupore per la scoperta di questa mini giungla mediterranea sopravvissuta nel territorio di Neoneli, ne parla soprattutto Domenico Ruiu, che per primo, grazie alla sua esperienza, ne ha colto l’importanza. La caratteristica dei circa 1400 ettari di superficie boscata di Neoneli, spiega Ruiu, «è la continuità del manto forestale, da cui emergono, simili a singolari isole nel verde, numerosi agglomerati di rocce che presentano dimensioni e asperità differenti. Non a caso, le particolarità più rappresentative dell’intero territorio sono proprio due scenografici esempi del mondo dei minerali e degli ecosistemi vegetali: Sa Crabarissa, una delle rocce monumentali più spettacolari dell’intera Sardegna, e Su Canale de s’alasi, un incredibile per quanto minuscolo lembo di bosco vetusto sopravvissuto ai tagli e agli incendi che hanno segnato il passato di questo territorio».

Operazione recupero

Che la valorizzazione del territorio passi anche attraverso il recupero della storia e delle caratteristiche dei luoghi è molto chiaro sfogliando le pagine del libro. Matteo Cara, ad esempio, oltre a inquadrare la zona dal punto di vista geologico, paesaggistico e antropico, ha descritto quattro percorsi escursionisti che si possono affrontare nell’oasi di Assai e realizzato in questa occasione anche un’operazione di ripristino dei toponimi dei luoghi, raccogliendo le informazioni con la memoria storica del paese, grazie soprattutto a Benedetto Cadeddu, un vero uomo di foresta.

Al botanico Emmanuele Farris, insieme ad Alfredo Maccioni, Paolo Giordani e Renato Brotzu, è spettato invece il compito di fare luce su paesaggi vegetali, piante endemiche e medicinali, oltre che sui funghi che crescono nel territorio. Una sezione del libro è stata poi dedicata alla fauna e all’avifauna selvatica, a iniziare dall’astore sardo che in quei boschi è presente. Domenico Ruiu, in questa parte, ha chiesto la collaborazione di Ibra Edoardo Monti, biologo, che ha raccontato lo status di uno dei felini più difficili da individuare e fotografare, il gatto selvatico, mentre Bobore Frau ed Edoardo Simula si sono dedicati ai rapaci notturni e l’erpetologo Giovanni Bombieri ha trattato la parte su rettili e anfibi. Infine, la presenza dell’uomo è stata raccontata attraverso i capitoli curati dall’archeologa Cinzia Loi e, per i tempi più recenti, dall’ex comandante della Forestale Giuseppe Mariano Delogu e da Maurizio Frongia, attuale responsabile del complesso forestale Sarcidano-Barigadu.

L’operazione del Comune di Neoneli, dunque, vuole essere «un viaggio temporale e sensoriale nel territorio, alla scoperta dell’anima dei luoghi, con una marcata attenzione per le singole località e per gli angoli più remoti e suggestivi», conclude Domenico Ruiu. Un passato dunque da far riemergere e un presente da valorizzare per la sua bellezza.

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