Il focus.

La giovane Is Mirrionis, tra nuove opportunità e la paura dei rincari 

Servizi e Università i punti di forza di un quartiere che si scopre attrattivo 

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Is Mirrionis sembra candidata a diventare sempre di più uno dei fulcri dello sviluppo urbanistico di Cagliari. La vicinanza a molte facoltà universitarie, la presenza di servizi, la possibilità di muoversi con i mezzi pubblici, che servono l’area piuttosto intensamente, e nonostante gli aumenti degli ultimi anni affitti ancora sostenibili rispetto alle zone storiche come Marina, Stampace, Castello e Villanova. Sono questi gli aspetti principali che rendono la zona una scelta interessante per giovani cagliaritani e studenti fuori sede che arrivano da diversi paesi della Sardegna.

La scelta

Tra loro c’è Dalila Vacca, arrivata da Tiana due anni fa per studiare Economia e Finanza. «Qua trovi un appartamentino ad un buon prezzo, circa 300 euro, e la zona è migliorata molto dopo la riqualificazione». E prosegue: «A rendere il quartiere molto comodo è anche la vicinanza alle facoltà di Economia, Studi umanistici e Ingegneria. Alcuni però hanno ancora dei pregiudizi sulla zona e cercano casa a San Benedetto». C’è anche chi Is Mirrionis l’aveva scelta già 18 anni fa con la propria giovane famiglia. Elisa era arrivata con le figlie piccole e il marito dopo un periodo a Liverpool e racconta: «L’avevamo scelta per la presenza di parchi vicini e di servizi. Nel quartiere ha trovato il mercato civico, il Teatro del Segno, la parrocchia e una comunità che, nonostante i cambiamenti, continua a essere compatta».

Le etichette e la realtà

Non mancano tuttavia le criticità e Angelo Muceli, storico residente, guarda anche all’altra faccia della medaglia: «Anche qui, come nel centro storico, gli affitti stanno aumentando. Sembra che vogliano trasformare Cagliari in una piccola Barcellona». Il timore: «Ho paura che il turismo finisca per modificare la vita di chi abita città, senza creare vere opportunità per chi decide di restare in Sardegna. Con tutti questi ristoranti, creeremo solo generazioni di camerieri e ristoratori. Chi studia altro va via dalla Sardegna, non c’è lavoro». Anna, un’altra residente, parla con schiettezza dei pregiudizi che ancora accompagnano il nome di Is Mirrionis: «Alcuni sono prevenuti perché ci sono le case popolari, come se davvero ci abitassero persone poco raccomandabili». Giancarlo Melis, che vive a Is Mirrionis da 60 anni, certo non ha bisogno di affidarsi agli stereotipi per avere un’idea della zona, e anzi è testimone dell’evoluzione del quartiere, delle nuove opportunità e dei problemi ancora irrisolti: «La presenza degli studenti universitari ha portato nuova vita, soprattutto nella zona di via Campania, dove sono aumentati bar, pasticcerie e attività. Ma restano problemi da affrontare: dalla scuola Emilio Lussu alla perdita dell’anagrafe, che era importante per gli anziani, fino alla necessità di coordinare meglio gli interventi e affrontare con continuità il problema dei rifiuti e della droga». Questa fotografia del quartiere sembra in definitiva raccontare una Is Mirrionis vitale e piena di opportunità, che non può più essere considerata popolare, o marginale. Ma una zona dove rendere migliore la vita per chi l’ha scelta ieri, oggi, e per chi la sceglierà domani.

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