Arrivano da ogni angolo dell’Isola. Punto di riferimento per gli allevatori, la fiera di San Marco di Ollastra non solo conserva lo storico ruolo di mostra mercato ma oggi rappresenta anche un laboratorio politico e culturale sul futuro del mondo rurale sardo. Fino a domenica è in programma un ricco cartellone che intreccia storia, lavoro e innovazione per costruire nuove opportunità.
Gli eventi
La fiera è stata inaugurata domenica con il motoraduno, oggi riflettori puntati su uno dei temi centrali di questa edizione: il ruolo dei giovani in agricoltura e allevamento. Alla tavola rotonda delle 9.30 si parlerà delle criticità ma anche della necessità di creare «le condizioni perché i ragazzi scelgano di restare, costruire e trasformare ciò che rischia di spegnersi per mancanza di continuità generazionale o per la fatica di sopravvivere in un mercato globale che schiaccia i piccoli» ricordano gli organizzatori. Domani alle 16.30 invece ci si soffermerà sull’artigianato rurale «uno spazio di sperimentazione avanzata, dove innovazione tecnologica, sostenibilità e competenze digitali si intrecciano, generando opportunità per giovani», aggiungono. Fondamentale la collaborazione tra l’amministrazione comunale di Ollastra, la direzione artistica degli eventi culturali curata dalla giornalista Simona Scioni e Confartigianato imprese Sardegna e Oristano con gli assessorati regionali al Lavoro e Artigianato.
Il futuro
«In troppi, non solo giovani, vanno via, in cerca di migliori prospettive», sostiene Osvaldo Congiu. «Non possiamo più permetterci di considerare il mondo rurale come un settore che si regge da solo. Se vogliamo che i giovani restino, dobbiamo costruire condizioni nuove, filiere solide, strumenti adeguati – ribadisce – La fiera di San Marco non è una celebrazione del passato ma un luogo in cui la comunità decide il proprio futuro».
Sabato alle 9.30 si entra nel vivo con la mostra regionale razze autoctone, il sesto concorso nazionale ovini e caprini e il primo concorso cavallo sardo: oltre 200 stand, 60 allevatori e 20 animali. E ancora esposizioni delle attrezzature agricole, visite guidate con gli studenti dell’Università di Sassari, coordinati dal professore Alberto Atzori e supportati dall’associazione studenti Agraria. Infine degustazione dei prodotti tipici, mostre culturali, spettacoli e visite alle chiese.
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