Venezia. Massimo Pavan, l’avvocato della famiglia di Tania Terrin, ha chiesto l’accesso agli atti del fascicolo da “codice rosso” compilato dalla pm Monica Guzzardi contro Dino Keber, l’ex compagno 43enne accusato del suo femminicidio prima di impiccarsi nella propria abitazione a Dolo. In alternativa, il legale chiede di poter entrare nella casa della donna, sotto sequestro da quando, la sera del 16 agosto, i carabinieri sono entrati nell’appartamento di Camponogara trovandola morta sul divano. Probabilmente, strangolata dall’ex fidanzato che già più volte l’aveva aggredita fino a ricevere una denuncia e poi un ammonimento formale del questore di Venezia. Nella casa, in una cartelletta, dovrebbe essere custodita tutta la documentazione relativa alla querela da parte di Terrin, con i referti medici delle volte che lui l’aveva fatta finire all’ospedale. Questi documenti non sono mai entrati nella disponibilità del legale della famiglia Terrin, che vuole visionarli per approfondire in che contesto sia maturato il probabile femminicidio della 39enne. Soprattutto, l'obiettivo è capire se si potesse fare qualcosa di più per scongiurare l’epilogo di domenica sera.
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