I progetti.

La Diocesi in aiuto delle persone fragili 

Con l’8X1000 un milione di euro per mense, antiusura e case d’accoglienza  

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«L’8x1000 è la prima esperienza di democrazia fiscale in Italia», dice l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi. E i numeri mostrano una realtà tutt’altro che marginale. Due milioni e centomila euro è quanto la Diocesi ha ricevuto dall’8x1000 nel 2025. Un milione dedicato alla carità, il resto alle esigenze pastorali.

Azioni solidali

Ieri alla Curia Arcivescovile di Cagliari è stato presentato l’utilizzo dei fondi dell’8xmille nella Diocesi. Sul fronte della solidarietà le cifre raccontano una rete molto attiva: mense, centri di distribuzione alimentare, microcredito, antiusura, ambulatori e residenze per chi ne ha bisogno. Ma le emergenze cambiano. Sono le nuove povertà, quelle delle famiglie che lavorano ma non arrivano a fine mese, o delle donne sole e senza riparo. «C’è chi lavora ma ha bisogno della mensa. E una donna senza tetto e senza protezione è un’emergenza che non c’era fino a qualche anno fa», dice Baturi. E sono migliaia le persone che fruiscono di questi servizi ogni anno. «Il nostro impegno deve corrispondere alla fiducia che ci danno i cittadini».

La struttura

La novità più attesa è la casa di accoglienza notturna per le donne senza dimora: 12 posti letto in una città che fino ad oggi non aveva una risposta strutturata per questa emergenza. A questi si aggiungono anche 9 posti per gli uomini perché i dormitori sono insufficienti. Tutte iniziative arrivate, non casualmente, ma grazie ad un momento giusto. «Il 2025 è stato un anno speciale, quello del Giubileo», spiega don Marco Lai, presidente della Caritas diocesana, e aggiunge: «ha segnato una serie di iniziative importanti: l’accoglienza al maschile e al femminile e il microcredito “Mi fido di noi” per ridare dignità alle persone».Ma la novità che più cambia il modo di pensare alla solidarietà è l’emporio solidale, nato nell’anno giubilare. «Non un pacco spesa preparato da altri, ma uno spazio organizzato come un vero centro commerciale, dove chi è in difficoltà entra con una card, gira tra i banchi e sceglie da sé cosa mettere nel carrello. È emancipazione», assicura don Lai. Non assistenza, ma restituzione di autonomia. L’apertura è prevista a breve.

Parrocchie e comunità

Sul fronte pastorale, i fondi puntano con decisione sui giovani: comunità educative, parrocchie, oratori e sulla conservazione dei beni culturali. Le chiese, dice Baturi, sono «non semplici strutture ma case di comunità», e il venir meno dell’impegno statale nell’edilizia di culto scarica sulla diocesi oneri crescenti su edifici che definisce ormai stanchi. Un impegno silenzioso ma costoso, che assorbe una quota significativa delle risorse non destinate alla carità.C’è poi una novità che guarda al futuro. La Cei sta lavorando con il Politecnico di Milano a un modello di rendicontazione dell’impatto sociale dell’8x1000, il primo nel suo genere in Italia. «L’anno prossimo saremo in grado di documentare l’importanza dell’otto per mille sulla comunità», dice Baturi. Un tentativo di misurare quello che finora si dava per scontato: che ogni euro donato muova qualcosa di più grande di sé.«Così», sottolinea l’arcivescovo, «le comunità possono toccare con mano il valore della solidarietà».

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