Il focus

La dermatite bovina spaventa un comparto da 8.600 aziende 

A preoccupare è lo stop alle movimentazioni del bestiame La Regione: pronti ad avviare la campagna di vaccinazioni 

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“Esotica”, “estremamente pericolosa” e “altamente diffusiva”, con “impatti gravi su sanità animale, economia e commercio”: per queste caratteristiche la dermatite nodulare contagiosa bovina viene classificata come malattia di Categoria A. «Questo – spiega l’assessore all’Agricoltura Francesco Agus – fa sì che le competenze al riguardo siano in capo al Ministero della Salute e all’Unione europea» e che le misure di contenimento siano le più severe. Gli allevatori sardi hanno imparato a conoscerle, loro malgrado, l’anno scorso: si sperava di non dover ripetere l’esperienza ma la scoperta di otto vitelli malati in tre allevamenti del Sarrabus, tutti figli di madri vaccinate, ha sparigliato le carte.

Il settore

I numeri, rispetto alla prima ondata della malattia, sono minimi (i focolai, allora, arrivarono a essere 77 nella fase più acuta) ma fanno comunque tremare un comparto dai numeri importanti. La Sardegna è la sesta regione italiana per allevamenti bovini: ce ne sono 8.681, per un totale di 276.996 capi. Solo una parte (41.635) è destinata alla produzione di latte, di cui l’anno scorso sono state conferite 219.607 tonnellate. Gli altri capi sono destinati al consumo di carne: nel 2024 ne sono stati movimentati (ovvero spostati dal luogo di allevamento ai centri di ingrasso, e da lì ai macelli), 122mila, di cui 30mila oltre mare (principalmente nella Penisola) e 92mila nell’Isola. Bloccare le movimentazioni serve a circoscrivere e rallentare il contagio, ma per il comparto è una misura estremamente impattante. Per sbloccarle, ora, c’è da attendere gli esiti delle analisi che stanno venendo effettuate nel Sarrabus, attorno alle tre aziende zootecniche in cui sono state riscontrate le positività.

Ottimismo e attesa

Completati gli abbattimenti nel Sarrabus, giovedì l’assessorato all’Agricoltura ha comunicato che «qualora la situazione epidemiologica si mantenga stabile e non si registrino ulteriori focolai, potrà essere evitata l'imposizione della Zona unica di restrizione da parte della Commissione europea». Simonetta Cherchi, direttrice dell’Istituto zooprofilattico della Sardegna, si dice «moderatamente ottimista» ma avverte che «occorre restare cauti: aspettiamo l’esito delle analisi effettuate sul campo».

Intanto la macchina regionale è pronta a far partire la nuova campagna di vaccinazione, la cui ripresa era già stata pianificata l’anno scorso: «Saranno inoculati vaccini di nuova generazione», aggiunge Cherchi.

La ricomparsa del morbo non sembra aver sorpreso gli specialisti dello Zooprofilattico: «L’abbiamo visto succedere negli altri Paesi», sottolinea la direttrice. Le vaccinazioni dell’anno scorso, prosegue, «garantivano una copertura per i primi sei mesi di vita dei vitelli nati da madri vaccinate: gli anticorpi vengono trasmessi con il colostro. Sono in corso accertamenti approfonditi su tutti gli aspetti della vicenda».

Il problema restano gli insetti vettori: «A differenza di quanto accade per la Blue tongue – rimarca Cherchi – non “amplificano” il virus». In compenso lo trasportano, consentendogli una vita piuttosto lunga: «Nelle zecche – fa notare l’assessore – sopravvive anche per cinque anni». La lotta agli insetti vettori è un passaggio decisivo: «L’alternanza di caldo e freddo dei mesi scorsi non ha giocato a nostro favore», commenta la direttrice dell’Istituto zooprofilattico.

Indennizzi e contributi

La Regione nei giorni scorsi ha messo in campo un tesoretto da 13 milioni per gli indennizzi. «Gli allevatori che subiranno gli abbattimenti – precisa Agus – saranno ripagati in base al valore di mercato. Circa 2.000 euro per capo. Certo, siamo lontani dai valori effettivi. Inoltre, il principale degli allevamenti colpiti nei giorni scorsi aveva una mandria selezionata, e gli animali abbattuti avrebbero generato vitelli selezionati. Finché non ricostituiranno la mandria, i titolari si ritroveranno senza reddito: li sosterremo con i contributi de minimis ».

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