Serie D.

La Cos è pronta per il doppio derby con il Monastir 

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Il conto alla rovescia è finito. Domenica alle 17.30, al campo sportivo Circillai “Mario Todde” di Barisardo, la Costa Orientale Sarda apre la stagione ospitando il Monastir nel primo turno di Coppa Italia. Gara di sola andata: 90 minuti e, in caso di parità, si va direttamente ai rigori per assegnare la qualificazione.

Un debutto che è già il primo atto di un doppio derby. Il 6 settembre, le stesse squadre si ritroveranno di fronte nella giornata inaugurale del Girone G di Serie D. Per la Cos c’è anche il battesimo ufficiale del “Todde”, la nuova casa dei gialloblù.

Obiettivo vicino

«Lavoriamo dall’inizio di agosto solo per arrivare pronti a questa partita», spiega il vice allenatore Nicola Ruggeri. «È un derby bello da giocare e speriamo di portare a casa un bel risultato». Nessun calcolo in vista del campionato: «Andiamo in campo con la mentalità che mettiamo ogni giorno in allenamento. In ogni partita ufficiale ci sono tre punti in palio: che sia Coppa Italia o campionato, per noi non cambia niente. Ce la giochiamo e poi vediamo».

La preparazione ha portato molti volti nuovi, ma Ruggeri non indica un nome sopra gli altri: «Sono tutti bravi ragazzi, hanno voglia di lavorare e la fame per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti. Non c’è il più bravo: abbiamo preso giocatori disposti a lottare in ogni allenamento per guadagnarsi il posto. Siamo un bel gruppo, numeroso».

Parola all’ex

Sulla stessa linea l’ex Monastir Andrea Feola, difensore con 30 presenze in Serie B con la maglia del Trapani e tra i protagonisti dell’ultima stagione della Cos. «Stiamo lavorando bene fin dall’inizio. Ci sono tanti ragazzi nuovi e serve tempo perché seguano i più esperti e il metodo di lavoro del mister: l’inizio è positivo, ma sappiamo che c’è ancora tanto da fare». Tra i nuovi una menzione per Dimitrijević, «un buon profilo, che secondo me può darci una grossa mano. Ma tutti quelli che sono arrivati sono qui per aiutarci: dobbiamo integrarli il prima possibile, perché siamo alle porte del campionato e bisogna accelerare i tempi».

Una rosa larga significa concorrenza serrata: «Il posto da titolare non lo regala nessuno. Quando c’è concorrenza si alza l’asticella e cresce il livello dell’allenamento: può solo far bene», conclude Feola. Poi la chiusura, una partita alla volta: «Speriamo di partire bene, perché fa la differenza».

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