Mentre si procede alla conta dei danni, sono ancora incerte le cause del grosso incendio che lunedì sera ha interessato la zona tra Villamarini e San Giorgio, a Iglesias, riaccendendo inevitabilmente il ricordo del devastante rogo del 2017, che divampò a qualche metro di distanza.
Danni e indagini
L'ipotesi che il fuoco potesse essere stato provocato da un guasto a uno dei tralicci dell'alta tensione è stata però esclusa. Su richiesta del corpo forestale, infatti, i tecnici di Enel hanno effettuato un sopralluogo nella tarda mattinata di ieri. «Non sono stati trovati terminali bruciati, pertanto l'incendio non è dovuto a qualche malfunzionamento dei tralicci della corrente», ha comunicato la società. Le indagini del corpo forestale e di vigilanza ambientale proseguono quindi per accertare l'origine del rogo. Sul fronte dei danni, il bilancio è fortunatamente contenuto. «Siamo stati fortunati – spiega il presidente del Soccorso Iglesias, Fernando Nonnis –. Non è andato a fuoco un tratto di bosco, ma una zona di campagna degradata». Resta comunque la segnalazione di alcuni danni a proprietà private, la cui quantificazione sarà effettuata dal Corpo forestale, competente anche per la ricostruzione dell'accaduto. «Ancora non abbiamo capito le cause dell'incendio – è la risposta dell’amministrazione comunale di Iglesias attraverso le parole del vicesindaco Francesco Melis -, ma per fortuna non è stato niente di grave. Le operazioni di bonifica sono iniziate intorno alle 23 grazie soprattutto al pronto intervento della nostra protezione civile con il Soccorso Iglesias, che hanno arginato rapidamente il fronte del fuoco».
L'incendio del 2017
L'incendio ha inevitabilmente riportato alla mente quello del 2017. Da allora, ricorda Nonnis, il sistema di protezione civile è profondamente cambiato. Pochi giorni dopo quel rogo venne presentato il primo Piano comunale di protezione civile, avviando una collaborazione stabile tra Comune, Corpo forestale, vigili del fuoco e associazioni di volontariato. «Negli anni si è creato un sistema ormai collaudato, capace di dare risposte efficaci sia di giorno sia di notte», afferma il presidente del Soccorso Iglesias. Resta però qualche criticità. Tra queste, la mancanza di autobotti istituzionali per il trasporto dell'acqua, che consentirebbero di rifornire rapidamente le squadre e gli elicotteri vicino al fronte dell'incendio, riducendo tempi di intervento e costi operativi. «È una necessità che segnaliamo da anni», osserva Nonnis. Nonostante ciò, il test di martedì viene giudicato positivo: «La macchina dell'antincendio ha risposto bene» afferma Nonnis. Decisiva la tempestività dell'intervento e la collaborazione tra tutte le componenti del sistema di emergenza, comprese le associazioni dei comuni vicini, intervenute a supporto delle squadre di Iglesias. Un coordinamento che rappresenta oggi la principale garanzia affinché episodi come quello del 2017 non si ripetano più.
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