Isili.

La colonia penale si apre alla comunità 

Al mattino la visita degli studenti, di pomeriggio l’accensione del falò 

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Una giornata speciale per la comunità di Isili: la Colonia penale si è aperta alla popolazione, dimostrando di non essere isolata dal contesto sociale in cui è sorta e opera addirittura dal 1878. Al mattino la visita degli studenti dell’istituto Zappa-Pitagora, nel pomeriggio l’accensione de Su Foghidoni, un’anticipazione delle tradizionali manifestazioni in onore di sant’Antonio e di san Sebastiano. Così il carcere si è aperto verso l’esterno, abbattendo così il muro che c’è tra carcere e società civile.

I ragazzi

Gli studenti hanno trascorso tutta la mattinata all’interno della struttura, hanno visitato i vari spazi e hanno potuto interagire con i detenuti osservandoli mentre erano al lavoro in campagna, con il bestiame, nel caseificio o nella macelleria. Una realtà del tutto nuova per i giovani che hanno guardato, fatto domande e soprattutto hanno potuto conoscere l’organizzazione di questa particolare comunità di persone a pochi passi dai loro paesi.

La visita di ieri rientra nel progetto di educazione alla cittadinanza attiva e alla legalità nelle scuole che ha un duplice obiettivo quello del dibattito all’interno del contesto scolastico e quello di stimolare la riflessione dei ragazzi in collaborazione con le altre risorse presenti nel territorio. Ieri c’è stato l’incontro di due mondi, quello della scuola che educa, insegna e prepara i ragazzi a costruire un futuro, e quello del carcere che rieduca e aiuta chi ha sbagliato a scrivere un capitolo nuovo della propria vita.

Il fuoco

A fine mattinata i ragazzi hanno fatto ritorno a scuola mentre in colonia sono cominciati i preparativi per l’iniziativa del pomeriggio con la celebrazione della messa alle 15 nella cappella del carcere, presieduta dal cappellano don Aldo Carcangiu. Subito dopo l’accensione del falò tutti insieme: detenuti, operatori penitenziari e rappresentanti della comunità esterna.

Un momento di condivisione durante il quale è stato offerto un rinfresco preparato dai volontari che da anni si occupano dei detenuti e delle loro necessità. Tutti insieme senza differenze, senza barriere attorno ad un fuoco che ha diversi significati legati al ciclo della vita e dell’anno agricolo, scaccia il male ma soprattutto infonde fiducia nel futuro. Questo dunque il significato di questi momenti di incontro dove il “dentro” e il “fuori” coesistono, creano consapevolezza e infondono speranza.

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