Il commento.

La città si lecca le ferite, ma la Torres c’è 

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T raiettorie opposte. A Sassari le due grandi realtà della sport, la Torres e la Dinamo, simboli della città non solo sotto il profilo agonistico, hanno vissuto negli ultimi anni due situazioni simili – sofferenza e ridimensionamento – ma percorsi opposti. Perché la Dinamo, nonostante il supporto del Banco di Sardegna e l’acume di un manager come Pasquini, sembrava strutturalmente solida anche dal punto di vista tecnico prima del crollo e della retrocessione di queste due ultime disgraziate stagioni. Mentre la Torres, che sembrava destinata a cadere anche sotto il profilo societario, è sopravvissuta e soprattutto ha conquistato pochi giorni fa sul campo il diritto a un’altra stagione in serie C, campionato nazionale che resta l’anticamera del calcio che conta.

Il tifoso del basket è stato innegabilmente viziato da un club che ha conquistato l’Italia del parquet, stravolgendo equilibri inattaccabili. Lo scudetto, due coppe Italia, una Supercoppa, perfino un bacio a un trofeo europeo, la Europe Cup del 2019. La Dinamo sta attraversando una crisi profonda. Non certo finanziaria, perché è proverbiale l’abilità di Sardara nel convogliare nel club ottime fonti di sostegno. Il club ha progressivamente smarrito la strada della continuità tecnica, ha sofferto nella solidità dei roster e anche qualche scelta – anche del responsabile del progetto tecnico – si è rivelata inadeguata. Se nella stagione 2024-25 la squadra aveva pericolosamente camminato sul cornicione, giocando la sua peggiore stagione negli allora quindici anni di Serie A, in quest’ultima abbiamo assistito a una “corsa” alla retrocessione che ha visto perfino l’ambiente rassegnato a un destino che pareva scritto dalle prime uscite. E’ finita un’epoca? Forse, anche se la la grinta di Sardara nell’ultima conferenza stampa restituisce l’immagine di un club che non ha intenzione di sprofondare.

La Torres, dopo avera fatto sognare i tifosi del “Sanna” con un paio di stagioni di vertice in Serie C, con un intrigante avvicinamento numerico al Cagliari di Liverani in caduta libera in B, è crollata nel 2025. La Torres è un simbolo, è una fede, è tradizione, ha un sostegno meno borghese della Sassari cestistica e certamente abituato a soffrire. Ecco perché il solido finale di stagione riporta squadra e società nel cuore della città. Quel cuore nel quale la Dinamo deve ritrovare un posto. Ritrovando la strada del successo.

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