Verso il voto.

«La città riprenderà a correre» 

Marco Porcu si presenta al Poetto: «È l’unione tra il centro e le periferie» 

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Per presentare il suo programma per «una Quartu che cambia e che guarda al futuro», il candidato sindaco del centrodestra Marco Porcu, avvocato ed ex assessore regionale all’Ambiente, che si prepara alla sfida con il sindaco uscente Graziano Milia, ha scelto il Poetto.

La scelta

Una scelta non a caso, «perché rappresenta il punto di unione tra il centro urbano e le periferie per troppo tempo dimenticate. Non dobbiamo più avere cittadini di Serie A e di Serie B». Con lui nello stabilimento davanti al mare, ci sono i rappresentanti della coalizione. Sono dodici: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Riformatori, Sardegna al centro 20venti, Alleanza Sardegna, Sardegna Forte, Movimento per Quartu, Centrodestra per Flumini, Liberali sardi Autonomisti e due liste civiche Terra e Tradizione e Futura.

In movimento

«Non possiamo stare fermi alla Quartu del 1999», ha detto Porcu, «ma dobbiamo pensare a una Quartu proiettata al 2050, portarla nel futuro. Non si può stare legati a schemi del passato ma dobbiamo guardare avanti». A Quartu, «sono nato e cresciuto. Ho studiato al liceo Brotzu e ho frequentato l’oratorio di Sant’Elena. Qui ho scelto la mia casa e qui voglio portare tutta la mia esperienza acquisita anche in tanti viaggi in giro per il mondo». Intorno a Porcu tanti i volti noti. Dall’ex sindaco Mauro Contini, ai consiglieri comunali Martino Sarritzu, Francesco Caredda e Lucio Torru che è il capolista di Fdi e ancora Davide Galantuomo, Stefano Tunis delegato di Sardegna 20Venti e il consigliere regionale di Forza Italia Paolo Truzzu.

I quattro perni

Quattro i punti fondamentali di questa #Coalizione del coraggio. «Dobbiamo rivedere le aree verdi, le piazze, gli accessi alla città», ha aggiunto il candidato sindaco del centro destra, «i quartesi meritano il bello come stile di vita e per le generazioni future. Dobbiamo riportare i quartesi a reinvestire a Quartu». Bisogna poi, «ripensare la pianificazione urbanistica, abbiamo un Puc fermo al 1999. Serve una pianificazione moderna capace di aprire nuovi spazi di sviluppo e di risolvere i problemi edilizi cronici che penalizzano le periferie». E poi bisogna puntare anche sui Grandi Eventi, «l’ultimo è stato Mondo Ichnusa, poi più niente. Dal 2012, Quartu ha smesso di ospitare eventi di rilievo. Tredici anni di silenzio culturale sono tredici anni di occasioni mancate». Ultimo punto è quello dello sviluppo economico commerciale e industriale: «Ogni giovane che lascia Quartu porta fuori energie, talento e futuro che questa città non ha saputo trattenere. Invertire questa tendenza significa costruire un ecosistema economico vivo. Significa valorizzare ciò che abbiamo: cento chilometri quadrati di territorio, 27 chilometri di costa, bellezze naturali, storiche e culturali. E significa trasformare in ricchezza locale i flussi che oggi si disperdono altrove».

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