San Gavino.

La cicogna non vola più, il paese si svuota 

Numeri impietosi: nel 2025 ci sono stati 120 decessi e soltanto 15 nascite 

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La cicogna non vola quasi più a San Gavino Monreale e le culle sono sempre più vuote. Nel 2025 si è toccato il record storico negativo di appena 15 nati e il numero degli abitanti è sceso sotto il tetto degli 8mila e per la precisione al 31 dicembre dello scorso anno i residenti sono 7869. Così San Gavino Monreale negli ultimi 35 anni ha perso 2458 abitanti perché è passata dalle 10.327 persone del 1990 al numero attuale. Si tratta di un forte decremento dovuto al costante invecchiamento della popolazione con il numero dei morti (120 nel 2025), che supera sempre quello delle nascite anche se nell’ultimo anno il numero degli immigrati (152) ha pareggiato quello degli emigrati.

Calo demografico

I numeri sono impietosi per la consigliera comunale Silvia Mamusa: «Riportano percentuali scoraggianti. Servono delle azioni di sostegno sulle politiche abitative e sullo sviluppo economico, elementi che possono rendere più attrattiva la nostra cittadina, anche attraverso il sostegno delle politiche di genere, troppo trascurate considerata anche la mancata nomina della Commissione Pari Opportunità, assente ormai da un anno e mezzo». La cittadina del Medio Campidano si trova in un territorio in grande crisi e negli ultimi decenni il territorio è diventato un cimitero di fabbriche da cui si salva la sola fonderia, ora aperta anche se all’orizzonte ci sono molte nubi. Lo rimarca Luca Vaccargiu, volontario del comitato Cittadini Attivi San Gavino: «Il nostro paese ha un cuore grande, ma purtroppo presenta un numero di abitanti in calo. Il saldo naturale è negativo, nonostante l'immigrazione abbia compensato l'emigrazione. Questo calo è sicuramente un campanello d'allarme: tante persone continuano a lasciare la nostra comunità, soprattutto i giovani. È tempo di riflettere: cosa possiamo fare per trattenere i nostri giovani, talenti, professionisti, servizi, attività ecc, per poi attrarre nuove famiglie? La risposta è nelle nostre mani, solo lavorando insieme possiamo contribuire a costruire un futuro più luminoso per la nostra amata cittadina».

La ricerca

Sul problema ha condotto una ricerca il sociologo sangavinese Antonio Contu con un campione di 400 persone di San Gavino e di altri centri: «Il 30 per cento delle coppie oggi non vuole più di un figlio perché lo stipendio è uno solo e di circa 1200 euro al massimo. Tuttavia il 45 per cento delle famiglie non ha problemi economici, entrambi i coniugi lavorano ed hanno per scelta un figlio, o al massimo 2 perché non possono accudirli come vorrebbero senza abusare troppo della disponibilità dei genitori». Inoltre oggi la strada dell’emigrazione è spesso una scelta obbligata per molti giovani.

Commenta i dati della bassa natalità anche Carlo Tomasi, ex sindaco e per anni primario del reparto di ostetricia dell’ospedale di San Gavino: «Questo dato va inquadrato nell’ambito più generale del trend demografico negativo nazionale e, in particolare, del vistoso calo di nascite in Sardegna e, in maniera ancor più acuta, nel Medio Campidano. La popolazione in età procreativa è propensa a cercare al di fuori dei limiti del paese un impiego e condizioni lavorative più vantaggiose».

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