I beni religiosi si confermano ufficialmente parte del circuito di valorizzazione turistica della città di Iglesias grazie al protocollo tra Comune e diocesi – valido dal primo marzo al 31 dicembre 2026 – siglato anche quest’anno a poche settimane dall’inizio delle celebrazioni della Settimana Santa, una ricorrenza che rappresenta non solo un momento identitario importante nella cultura della città, ma anche una fonte crescente di flussi economici legati al turismo ecclesiastico.
L’accordo
Il nuovo protocollo introduce diverse novità rispetto alle versioni precedenti, tra cui una migliore organizzazione delle visite guidate, accompagnata dalla possibilità di sviluppare progetti tematici legati a eventi culturali e identitari e di aprire ulteriori beni ecclesiastici in occasione di manifestazioni di rilievo, come la Settimana Santa, Monumenti aperti o altre festività.«Attraverso il rinnovo della convenzione abbiamo definito al meglio la fruizione dei beni ecclesiastici, in accordo con la diocesi di Iglesias e le guide del Comune, con l’obiettivo di promuovere il turismo culturale e valorizzare le nostre chiese storiche – ha spiegato Carlotta Scema, assessora alla Cultura–. Non si tratta solo di tenere aperte le chiese della città, ma di sviluppare insieme alla diocesi nuove progettualità legate a eventi importanti per la comunità, di carattere storico e culturale».
I siti
Le chiese principali coinvolte nel protocollo includono la cattedrale di Santa Chiara con il campanile, il museo diocesano, la chiesa della Madonna delle grazie e la chiesa di San Francesco. L’apertura dei luoghi è generalmente gratuita, mentre alcuni tour tematici possono prevedere un biglietto, il cui introito spetta interamente al comune. La diocesi riceverà un contributo di diecimila euro a titolo di compartecipazione alle spese di gestione dei beni ecclesiastici, a fronte della custodia e sorveglianza necessarie.Il protocollo mira a rendere questi beni sempre più accessibili, valorizzando il patrimonio storico della città e promuovendo un turismo culturale, nonché religioso: «Abbiamo iniziato con alcune chiese del centro città, coordinandoci con la diocesi e le realtà che gestiscono questi luoghi. – spiega ancora – In futuro, qualora ci sia la possibilità, saremo lieti di ampliare la platea dei beni fruibili. Il nostro obiettivo, insieme alla diocesi e alle realtà coinvolte, è rendere sempre più accessibili questi luoghi di grande valore culturale e religioso».A sottolineare l’importanza del progetto interviene anche il vescovo della diocesi di Iglesias, monsignor Mario Farci: «La chiesa di Iglesias è ricca di beni archeo-culturali, a dimostrazione che fede e cultura viaggiano insieme. Mettendo a disposizione questi beni, la chiesa di Iglesias vuole mostrare la grandezza del valore dell’uomo e della vita, promuovendo una cultura al servizio della felicità dell’uomo».
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