Pirri.

La chiesa di Santa Rosalia dopo gli anni di abbandono è pronta per la rinascita 

La presidente della Municipalità: «Chiusa per troppo tempo: ora riapra» 

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La chiesa di Santa Rosalia? Un gioiello dimenticato nel cuore del centro storico di Pirri, un patrimonio inespresso che attende di essere valorizzato. Edificata nel 1756 dal reverendo Girolamo Sironi, nel 1911 fu utilizzata anche come Lazzaretto durante un’epidemia di colera e dopo un periodo di oblio venne restituita alla comunità, completamente ristrutturata, e riaperta al culto. Era il 1983, ma da allora, allora è stata scarsamente utilizzata e oggi risulta tristemente chiusa.Uno scenario che potrebbe presto cambiare. La Municipalità, infatti, ha recentemente avviato un' interlocuzione con la parrocchia di San Pietro Apostolo, cui l’antica chiesetta compete, con l’obiettivo dichiarato di creare al più presto le condizioni per riaprirla in maniera stabile e rendere nuovamente frequentata e vitale anche la piazzetta antistante, simbolo dell’omonimo quartiere, tra le vie Riva Villasanta e santa Maria Chiara.

Rinascita

«La storia di Santa Rosalia ci insegna che questo luogo è già rinato altre volte», afferma la presidente della Municipalità, Maria Laura Manca, «e vorrei che accadesse ancora: una chiesa nuovamente aperta, una piazza curata e soprattutto una comunità che torni a viverla. Perché il modo migliore per contrastare degrado e abbandono è restituire gli spazi alle persone». La devozione per la Santa, tra l’altro, è attestata già dal Seicento e l’attuale chiesa risale al 1756 ed è ancora oggi fortissima. «Proprio per questo, come presidente della Municipalità, non posso che essere dispiaciuta che oggi rimanga per gran parte del tempo chiusa, considerando anche la presenza accanto dell'Archivio Mibelli, altro patrimonio inestimabile pirrese. In questi mesi ho dunque avviato un’interlocuzione con il parroco sempre disponibile, che ha manifestato entusiasmo a ragionare su riapertura, naturalmente creando le condizioni necessarie. Si sta inoltre lavorando affinché le associazioni del territorio portino iniziative nell’omonima piazza antistante, facendola tornare a essere frequentata e vissuta, e sarà contestualmente avviato un confronto per individuare le modalità attraverso le quali anche i cittadini possano contribuire alla cura del verde. L’obiettivo finale è una chiesa nuovamente aperta, una piazza curata e soprattutto una comunità che torni a viverla. Ho incontrato più volte i residenti, che hanno dimostrato grande attenzione per questo luogo e la volontà di contribuire».

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