La storia.

La chiave ritrovata e lo sgarbo a Mussolini dell’amico di Lussu 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Una chiave e un pezzo di storia che mette insieme Grazia Deledda, Benito Mussolini ed Elia Sanna, nuorese, sardista, amico di Emilio Lussu. Una vicenda che il presidente dell’Isre Stefano Lavra, «insieme al filologo Dino Manca», ha ricostruito e raccontato a un ospite speciale, Sergio Mattarella.

Quella chiave antica ieri ha aperto, dopo molti anni, la serratura di Casa Deledda sotto gli occhi del presidente. Una sorpresa che nasconde una storia affascinante, rievocata anni fa anche da Graziella Monni, scrittrice e direttrice della scuola Maccioni, sulle pagine dell’Unione Sarda il 25 febbraio del 1996. «Dopo lunghe ricerche e un’opera di mediazione siamo riusciti a ritrovare la chiave – racconta Lavra – che la famiglia Sanna ha donato in comodato all’Isre».

La vicenda inizia nel 1911-12, quando la casa Deledda venne venduta alla famiglia di Elia Sanna, sardista nuorese, amico di Emilio Lussu, finito poi al confino, a Favignana. Elia era molto amico di Grazia Deledda, e quando Mussolini, all’indomani del Nobel, incontrò la scrittrice le chiese come poteva mostrarle la sua riconoscenza. Grazia chiese: far rientrare a Nuoro dal confino Elia Sanna. Tutto avvenne in pochi giorni. Nel 1935 però il Duce arrivò in Barbagia ed espresse il desiderio di visitare la dimora della Deledda. Elia Sanna, sardista e antifascista mai redento, andò in campagna e non si fece trovare fino a che Mussolini non ripartì da Nuoro. E la porta della casa di via Chironi rimase sprangata, mentre ieri la chiave ritrovata ha aperto la porta davanti a Mattarella.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?