Pula.

La casa delle seconde opportunità 

Usula: «Tessuti intrecciati con nastri Vhs, così rinascono le nostre donne» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

La sensazione è quella di trovarsi davanti a dei tessuti intrecciati dalle fate, capaci con i loro telai di unire materiali naturali come lana, cotone e lino al nastro magnetico delle vecchie videocassette. Perché alla fine la Bottega d’arte Andhira, che ha aperto i battenti pochi giorni fa nella galleria di corso Vittorio Emanuele a Pula, è davvero una domu de janas, un luogo magico delle seconde opportunità: quelle offerte ai materiali riciclati, ma soprattutto alle persone, che in questo progetto realizzato dall’associazione L’Ecole di Madame Foile hanno trovato il proprio riscatto.

La condivisione

L’idea nasce da Veronica Usula, psicoterapeuta, tessitrice e fondatrice dell’associazione, che a Villacidro ha dato vita a un centro diurno di attività tessili destinato a pazienti psichiatriche, diventato oggi un luogo in cui si respira arte: «L’associazione nasce nel 2014 a Villacidro e oggi è presente anche fuori dell’Isola, l’obiettivo è utilizzare l’arte come percorso di guarigione. Arazzi, cuscini, complementi d’arredo, ogni oggetto venduto è realizzato da donne provenienti da centri di igiene mentale o antiviolenza. L’obiettivo è normalizzare la loro condizione attraverso l’arte, portando avanti un processo di condivisione che facilita la socializzazione. Materiali naturali, colori vegetali e vecchi telai sardi: il progetto celebra la capacità dell’arte di trasformare ciò che è stato in una nuova forma di bellezza contemporanea».

Tecnica particolare

Geniale l’idea di creare oggetti attraverso trame che uniscono i filati naturali al nastro delle vecchie Vhs, grazie alla quale l’associazione si è aggiudicata il premio della sezione Arte al Salone Maison e Object di interior design di Parigi. «Abbiamo chiamato questa tecnica Movietessil, un’idea coperta da copyright dove i tessuti naturali incontrano qualcosa di artificiale come il nastro magnetico creando una perfetta armonia», spiega Veronica Usula, «da questa unione nascono oggetti d’arredo di ogni genere. Il nastro che immortalava immagini e suoni diventa un filo e, in un certo senso, continua a custodire quei ricordi. Di recente ci hanno chiesto di realizzare un arazzo utilizzando la videocassetta della discussione di una laurea: il nastro non sarà più visibile, ma cambiando forma custodirà comunque per sempre la memoria di quel giorno di festa».

Una rete allargata

Veronica Usula e le trenta iscritte che fanno parte dall’associazione L’Ecole di Madame Foile non hanno certo intenzione di fermarsi: dopo l’apertura del negozio nella galleria di corso Vittorio Emanuele vogliono continuare ad aiutare altre donne attraverso i loro progetti: «Mi piacerebbe dare vita a un laboratorio anche qui a Pula, in modo da permettere ad altre persone di curare le proprie ferite grazie all’arte».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?