Memoria.

La Carta di Oliena: un patto per l’autonomia nel nome di Mario Melis 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

«Ripartiamo dalle radici dell'autonomia per costruire una nuova stagione di riforme istituzionali», esordisce da Oliena Ignazio Locci, presidente del Consiglio delle autonomie locali. Il sindaco di Sant’Antioco pondera le parole: lo fa nel nome e nel ricordo di un uomo, sardista, che ha lasciato il segno. «Mario Melis era un esempio, il suo pensiero è terribilmente attuale», assicura Carlo Pala, politologo. «Una nuova stagione costituente può esistere solo se nasce anche da una spinta dal basso», aggiunge la governatrice Alessandra Todde. Ieri, convegno a parte (“Da Mario Melis al 2030”), nel paese ai piedi del Corrasi è stata svelata la “Carta di Oliena”. Un “Manifesto per un nuovo patto tra Regioni ed enti locali”.

«Dobbiamo avere la capacità di rilanciare il dibattito sulle riforme, tenendo conto dei profondi cambiamenti intervenuti negli ultimi decenni nel quadro europeo e nazionale», spiega Locci. «Serve un percorso partecipato e condiviso tra Regione, Consiglio regionale, enti locali e forze sociali. L'obiettivo è aggiornare gli strumenti dell'autonomia speciale e renderli adeguati alle nuove sfide poste dall'integrazione europea, dall'evoluzione normativa e dalle esigenze di sviluppo della Sardegna». Ecco spiegata l’origine della “Carta di Oliena”: un preambolo e 6 articoli carichi di significati, in grado di sprigionare coesione. E ben impresso un vocabolo, caro a Mario Melis, al protagonista della giornata barbaricina: autonomia.

«Ci sono aspetti dell’indimenticato presidente della Regione che potrebbero dare tantissimo a questa terra, basta solo riscoprirli», precisa Carlo Pala. «Melis diceva sempre: “Dobbiamo credere in noi stessi, come popolo. E nelle istituzioni, da cambiare quando è necessario”». Il sindaco di Oliena, Bastiano Congiu, aggiunge: «Con la “Carta di Oliena” vogliamo affrontare un tema necessario per tutta l’Isola e per gli enti locali. L’obiettivo è quello di essere protagonisti nelle fasi decisionali. Parlare di autonomia è sempre più importante: non vogliamo essere spettatori».

Laura Melis ha gli occhi lucidi, mentre parla del padre Mario. A Oliena voleva esserci, a tutti i costi. «Ai politici d’oggi avrebbe dato questo consiglio: “Studiate, studiate: non si parla per slogan”. Lui scendeva sempre nel profondo, perché nutriva un fortissimo rispetto verso tutte quelle persone a cui doveva delle risposte».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?