Francoforte. Undici banche centrali guidate dalla Bce, più la Banca dei regolamenti internazionali, si muovono a difesa del presidente della Fed Jerome Powell, messo sotto inchiesta dal dipartimento di Giustizia Usa dopo mesi di attacchi da parte del presidente Donald Trump. Una mobilitazione che dà la misura dei timori del gotha economico mondiale per l’impatto di Trump sull’ordine economico mondiale: istituzioni la cui indipendenza dai governi è un caposaldo di economia predicato per decenni proprio dal Washington Consensus. «Affermiamo piena solidarietà per il presidente della Federal Reserve Jerome H. Powell - recita un comunicato congiunto - L’indipendenza delle banche centrali è un caposaldo della stabilità dei prezzi, finanziaria ed economica nell’interesse dei cittadini. E dunque è fondamentale preservare quell’indipendenza, nel pieno rispetto dello Stato di diritto e della responsabilità democratica». Si muove anche un pezzo grosso della finanza Usa come il ceo di Jp Morgan Jamie Dimon: toccare l’indipendenza della Fed «avrà conseguenze avverse. Farà salire le attese d’inflazione e probabilmente anche i tassi nel corso del tempo». Trump fa spallucce: «Grandi numeri sull'inflazione. Questo significa che Jerome “Too Late” Powell dovrebbe tagliare i tassi significativamente. Se non lo farà continuerà a essere “Too Late”», troppo in ritardo, scrive sul suo social Truth.
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