Politica monetaria.

La Bce alza i tassi al 2,5%: «Risponderemo allo shock energetico» 

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La Bce alza i tassi al 2,5%, in una decisione che era un “no brainer”, praticamente scontata, e che i governatori hanno preso all’unanimità. Ma è sul “dopo” che gli investitori puntano le loro scommesse: dopo una conferenza stampa della presidente Christine Lagarde fortemente incentrata sui rischi d’inflazione per la guerra d'Hormuz, e con un quadro di crescita dell'area euro che appare “resiliente” al caos geopolitico, ora il mercato sconta tre ulteriori rialzi dei tassi entro ottobre 2027. È il quadro che esce dalla conferenza stampa di Lagarde a Berlino, dove la Bce, nella riunione periodicamente ospitata da una banca centrale nazionale, in questo caso la Bundesbank, si mette alla guida delle banche centrali del G7, seguita per ora solo dal Giappone, nel reagire con decisione allo shock energetico partito dalla guerra all'Iran.

«Lo shock energetico potrebbe intensificarsi ulteriormente», ha detto Lagarde mentre il petrolio rompe il tetto dei 105 dollari e il gas supera gli 81 euro. La nota formale della Bce recita «il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull'inflazione» che resterà oltre il 2% «per un periodo prolungato». Se lo shock energetico s'intensificasse, le proiezioni di Francoforte ipotizzano, nello scenario 'grave', un 2027 con crescita ferma a 0,4% e inflazione in volo al 5,4%.

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