Pula.

«La 195 sarà un inferno per tutta l’estate»

Si moltiplicano le proteste contro il cantiere programmato sulla Sulcitana 

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Il timore di far arrivare un cliente all’aeroporto in ritardo, la preoccupazione di chi attende l’arrivo della merce da parte dei fornitori, e l’eterno disagio dei pendolari su cui, da sempre, il traffico sulla Strada statale 195 pende come una spada di Damocle: mestieri diversi, stesse apprensioni, gli imminenti lavori sul tratto della Sulcitana devastato dall’uragano Harry gettano un’ombra su lavoratori e residenti della costa.

La preoccupazione

Adriano Deidda è un autista, d’estate è una trottola che va avanti indietro dall’aeroporto agli alberghi di Pula con un unico pensiero: non far perdere il volo di rientro ai clienti. «Faccio questo lavoro dal 1991», racconta. «E in tutti questi anni questa strada è stata lo spauracchio di chi deve prendere il volo di rientro. Chi ha deciso di far partire questi lavori d’estate non ha la minima idea dei disagi che provocherà, passare dalla Conti Vecchi significa allungare di 7 chilometri, mi auguro, almeno, che si confermi l’intenzione di garantire il viaggio diretto da Pula a Cagliari».

Anche Tito Fadda fa spola tra hotel e aeroporto, e negli anni ricorda i salti mortali per trasportare i clienti in sicurezza, senza far perdere loro il volo: «In questi anni ne ho visto di tutti i colori, incidenti stradali, alluvioni, la 195 rischia di paralizzarsi ogni volta per un non nulla. Quello che però nessuno riesce a spiegare è perché si intervenga sempre per tamponare le emergenze, il tratto della strada devastato dall’uragano è da trent’anni che attende un progetto di messa in sicurezza. Il settore turistico subirà notevoli disagi a causa di questa situazione».

Guerra contro il tempo

Aldo Carone è il proprietario di due supermercati a Villa San Pietro, nel suo caso il timore è che la merce arrivi in ritardo a causa del traffico che, ovviamente, dall’8 giugno congestionerà l’arteria che unisce Cagliari alla costa sudoccidentale dell’Isola: “Un paio d’ore possono fare la differenza, per noi significa stravolgere il piano di lavoro. I nostri fornitori arrivano prevalentemente dalla dorsale di Macchiareddu, ma d’estate – complice anche la riapertura dei supermercati stagionali – il giro delle consegne può subire delle variazioni, e con il traffico intenso che ci attende nei prossimi due mesi la preoccupazione di ricevere la merce oltre l’orario prestabilito è legittima».

Per Paolo Olla, titolare di un panificio a Pula, è un film già visto: «Chi vive in questa costa, ogni estate mette in conto che ci sarà un nuovo problema legato alla viabilità, chi prende certe decisioni non si pone minimamente il problema dei disagi che provoca a noi commercianti, al comparto turistico ma soprattutto a migliaia di residenti».

Antonio Lai, da Sarroch tutti i giorni affronta la 195 per raggiungere il suo negozio di abbigliamento di Cagliari, della sua rassegnazione ne ha fatto una corazza: «Ormai ci sono abituato, sono pronto ad affrontare due mesi di passione, so già che il traffico sarà congestionato e in alcuni tratti si formeranno dei tappi. Al rientro, poi, dopo una giornata di lavoro, dovrò allungare il tragitto per tornare a casa».

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