Giovanni Mura, San Martino, Oristano

«Kit salvavita per chi è a rischio» 

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«Nella pratica clinica aumentano in estate le problematiche legate a punture di artropodi e a lesioni da organismi urticanti marini perché si trascorre più tempo libero all’aperto, di sera, con abiti leggeri. Le punture di zanzare e pappataci, evocano specie ai bambini prurito intenso e grattamento con possibile infezione da stafilo o streptococco chiamata impetigine, frequente nella stagione estiva. Si cura con antibiotici topici o per via orale, nei casi più estesi», a sottolinearlo è Giovanni Mura, dirigente medico del servizio di Dermatologia del presidio ospedaliero San Martino di Oristano: «Sono rari nella nostra attività i casi di leishmaniosi cutanea, infezione trasmessa da pappataci (piccoli insetti ematofagi). Le zanzariere, i repellenti per insetti e evitare ristagni d’acqua, sono utili misure preventive».

«In questi mesi», prosegue il medico, «capita di assistere pazienti parassitati da zecche dopo escursioni in aree rurali o boschive. Al rientro è importante ispezionare il proprio corpo e i vestiti. Se si individua una zecca, rivolgersi al proprio medico perché alcune specie possono trasmettere la Rickettsiosi. Viene rimossa con pinzette o con carte rimuovi-zecche e valutata una profilassi antibiotica».

«I pazienti con puntura di imenottero (api, vespe, calabroni), giungono a noi», mette in evidenza lo specialista, «tramite il pronto soccorso quando l’edema conseguente alla puntura è importante e/o coinvolge distretti delicati come il volto. La puntura provoca di solito dolore e un lieve gonfiore locale. Nelle persone allergiche al veleno può scatenare gravi reazioni anafilattiche. Chi ha già avuto reazioni importanti deve portare sempre con sé il kit salvavita con adrenalina autoiniettabile».

«Ci impegna di rado», aggiunge Mura, «nella pratica clinica il morso di ragno violino che può causare necrosi cutanee e in primavera la Processionaria del pino, un bruco con peli urticanti che provoca dermatiti specie ai bambini che giocano in pineta o agli animali da compagnia che annusano o mordono tali insetti. Negli ultimi anni la scabbia, un’affezione pruriginosa causata da un acaro, è diventata una parassitosi frequente nei nostri ambulatori. Richiede una terapia medica specifica e misure adeguate».

«Le dermatiti da meduse o da anemoni di mare», riporta il dottore, «di solito producono reazioni cutanee di lieve entità e sono gestite nei presidi sanitari delle località turistiche; giungono a noi tramite il pronto soccorso solo nei casi più gravi».

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