kiev. La campagna di bombardamenti ucraini contro il settore energetico russo si abbatte con ferocia sulla Crimea occupata, dove cinque persone sono morte e 28 ferite nei raid notturni, denunciano le autorità filorusse. Gli attacchi - tra i peggiori negli ultimi mesi - hanno preso di mira «la logistica militare, l’industria petrolifera e la difesa aerea», ha rivendicato Volodymyr Zelensky. E sembrano aver approfondito in questo territorio la crisi dei carburanti provocata dai raid di Kiev, con il governatore Sergei Aksyonov costretto a sospendere tutte le vendite di carburante a privati e aziende, inclusi gli acquisti in contanti, con carta e tramite voucher, delle stazioni di servizio della penisola, limitando le forniture agli enti governativi che garantiscono il funzionamento e la sicurezza.
«A seguito dell’attacco con droni nemici sulla penisola di Kerch, purtroppo, ci sono vittime tra la popolazione civile», ha dichiarato il russo Aksyonov, mentre la compagnia elettrica locale Krymenergo ha riferito che parte della regione è rimasta senza elettricità. «Tutto ciò rappresenta una giusta risposta ai brutali attacchi della Russia contro il nostro popolo», ha messo in chiaro Zelensky ringraziando i militari «per il loro efficace lavoro a una distanza di circa 300 chilometri dalla linea del fronte. Sono state colpite infrastrutture su entrambi i lati del ponte di Crimea: infrastrutture marittime per il trasporto di petrolio nella regione di Krasnodar e un deposito di petrolio nella città temporaneamente occupata di Kerch. Inoltre, sono state attaccate con successo infrastrutture logistiche militari, insieme a quattro stazioni radar appartenenti ai sistemi S-400 e due sistemi Pantsir».
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