Teheran. Una folla oceanica ha invaso le strade di Teheran per rendere omaggio al corteo funebre di Ali Khamenei, nel terzo dei sei giorni delle esequie nazionali, invocando vendetta contro Donald Trump e gli Usa, rei di aver eliminato la Guida Suprema. Finora non sono stati diffusi dati ufficiali sull'affluenza, ma la capitale non vedeva una folla di tali dimensioni almeno dal 2020. Ieri la bara di Khamenei ha attraversato la capitale, ricoperta di fiori e dell'emblematico turbante nero della Guida Suprema, tra una moltitudine di bandiere, slogan e manifesti che chiedevano «la testa» di Trump e di Benjamin Netanyahu. La processione è durata oltre 10 ore, con temperature superiori ai 35 gradi, lungo un percorso di circa 20 km. Le bare di Khamenei e di quattro suoi familiari uccisi insieme a lui il 28 febbraio - una figlia, un genero, una nuora e una nipotina di 14 mesi - sono state trasportate su un grande camion scoperto attraverso la città. Tra la folla pure l'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, che aveva rapporti difficili con Khamenei. Il regime però resta senza il suo nuovo volto: il 56enne Mojtaba Khamenei, figlio e successore dell'ex Guida Suprema. Secondo diverse fonti, sarebbe rimasto sfigurato nell'attacco che ha ucciso il padre. L'immensa folla riunita a Teheran ha inviato un messaggio chiaro agli Stati Uniti e a Israele: il tentativo di piegare la Repubblica Islamica è fallito. Al passaggio del corteo sotto un ponte, alcuni presenti hanno lanciato pietre contro un grande cartellone raffigurante il presidente Usa con un proiettile puntato alla testa. Domani la salma sarà a Najaf e Karbala in Iraq e giovedì a Mashhad, sua città natale, dove verrà sepolta.
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