Tel Aviv. L’aspro dibattito tra Londra e Tel Aviv sul progetto israeliano di espandere l’area E1 in Cisgiordania fa un drammatico passo avanti. Per il Financial Times il governo israeliano considera la possibilità di espellere funzionari e militari del Regno Unito dalla base della Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) prevista dal piano Usa per Gaza e ratificata dalla risoluzione Onu 2803. Per il quotidiano della City misure simili potrebbero essere prese anche nei confronti di Italia e Germania. Ma una fonte ufficiale israeliana ha smentito, dichiarando all’Ansa che «non c’è alcuna intenzione di agire contro Paesi amici come l’Italia o la Germania. Israele si riserva il diritto di intraprendere azioni contro Stati che agiscono contro il Paese». L’ipotesi dell’espulsione è arrivata dopo il duro botta e risposta tra il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband e quello israeliano Gideon Sa’ar del 20 agosto. Il segretario di Stato ha definito «inaccettabile, distruttivo e pericoloso per la soluzione dei due Stati» il progetto per la costruzione di sette complessi residenziali con 1.234 unità abitative nel distretto E1, che collegherebbe le aree di Gerusalemme e Ma’ale Adumim, eliminando la prospettiva di una sovranità palestinese contigua tra i centri abitati di Betlemme, Gerusalemme Est e Ramallah, base per un futuro Stato palestinese. Sa’ar ha replicato a Miliband definendo la sua dichiarazione «paternalistica», ricordando il passato coloniale britannico e accusando il suo governo di contribuire «a una massiccia ondata di odio antisemita e attacchi contro la comunità ebraica britannica».
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