Cipro. Il copione è lo stesso di fine aprile: ancora una volta, la Global Sumud Flotilla, iniziativa umanitaria per sfidare il blocco navale dell'Idf e portare aiuti a Gaza, è stata intercettata dalla marina israeliana, stavolta al largo delle acque di Cipro. E se non è ancora chiaro quanti dei circa 500 attivisti coinvolti siano stati fermati dalle autorità israeliane, tra loro ci sono sicuramente italiani: «Pare siano nove», secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sarebbero 12 secondo i portavoce della Global Sumud, che parlano di 31 barche intercettate e altre 20 che proseguono verso Gaza.
Le proteste
E mentre ieri sera in diverse città italiane si sono svolte manifestazioni al grido di “Hanno attaccato la Flotilla, blocchiamo tutto” – anche a Cagliari un gruppo di attivisti hanno risposto all'appello del sindacato Usb, con un presidio in piazza Yenne e poi un corteo verso piazza Costituzione – la Farnesina «ha chiesto che i nostri connazionali vengano tutelati e immediatamente rilasciati», ha assicurato il ministro, invitando Israele al «rispetto del diritto internazionale».
Ma dall’opposizione monta la protesta contro quella che denunciano come una «violazione e un atto di pirateria», chiedendo al governo di reagire. Avs ha denunciato il «disprezzo per il diritto internazionale» di Israele, il Pd è tornato a invocare lo stop agli accordi di associazione con lo Stato ebraico, i Cinque Stelle chiedono alle autorità italiane di «farsi sentire». E a Bruxelles, cinquanta eurodeputati hanno chiesto in una lettera inviata al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa di «mobilitare gli strumenti politici e di protezione necessari» per tutelare gli attivisti.
Il blocco
Dopo aver fallito il precedente tentativo il mese scorso, il nuovo gruppo di barche era ripartito la scorsa settimana alla volta della Striscia dal porto di Marmaris, nella Turchia sudoccidentale, provando nuovamente a forzare il blocco di Israele in vigore dal 2007. Come hanno mostrato le dirette streaming sui social media, i commando israeliani hanno abbordato in pieno giorno le imbarcazioni, dopo aver disturbato le loro richieste di soccorso via radio con le note di Oops, I did it again di Britney Spears, facendosi beffe degli attivisti che denunciano di essere stati ignorati anche dalle autorità cipriote.
Gli equipaggi
«Abbiamo visto navi da guerra e piccole imbarcazioni veloci israeliane e subito dopo abbiamo perso la connessione internet», ha raccontato in video il deputato M5S Dario Carotenuto, tra i partecipanti a bordo dell'imbarcazione Kasri Sadabat, chiedendo «alle autorità italiane e internazionali di intervenite per liberare subito tutti gli equipaggi». Poco dopo, la portavoce di Global Sumud Maria Elena Delia ha riferito dei primi italiani «catturati» dalle autorità israeliane: tra loro attivisti del Bolognese e delle Marche, in mare per Gaza insieme a decine di attivisti da altrettanti Paesi, tra cui Spagna e Indonesia. Il loro destino sembra essere già scritto: secondo i media israeliani, alcuni degli attivisti saranno trasferiti al porto israeliano di Ashdod, dove intanto sono arrivati i legali dell'ong Adalah che difende i partecipanti alla Global Sumud.
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