La discarica di rifiuti speciali nella cava di Is Urigus non s’ha da fare. Ha dato ieri parere negativo quasi unanime la riunione tecnica degli enti pubblici sulla conversione della cava in bacino di rifiuti speciali, in territorio di San Giovanni Suergiu ma a poche centinaia di metri dal confine con Carbonia, e del futuro ecoparco che il Comune sta per realizzare. Fra i no espressi, quello del servizio di Valutazione di impatto ambientale, che ha a sua volta respinto il progetto della società Ekosarda, la quale ha facoltà di esprimersi in un secondo momento.
Gli enti al tavolo
La vicenda è esplosa un anno fa quando in Regione erano giunti i piani di trasformazione della vecchia cava in bacino di contenimento di rifiuti speciali. Le perplessità hanno assunto i contorni della ribellione di popolo. Sino all’esito negativo alla chiusura dell’istruttoria dato ieri dalla stragrande maggioranza degli enti: i Comuni di San Giovanni Suergiu, Carbonia, Sant’Antioco; la Provincia, l’Arpas, la direzione generale dell’Agenzia del distretto idrografico, il Genio Civile, il Geoparco, la Sovrintendenza archeologica, la Asl 7, il Servizio pianificazione paesaggistica e urbanistica, il Servizio attività estrattive, il Servizio tutela dell’atmosfera e del territorio. Mesi fa si è costituito il comitato per il “No alla discarica" che non ha mai mollato la presa.
Il territorio
Il Comune di San Giovanni, padrone di casa, ha rimarcato le motivazioni emerse subito fra cui spiccano, come ha ricordato il vice sindaco Marco Zusa, «l’incompatibilità della discarica con la presenza di abitazioni, un campo sportivo, un parco, le prospettive di valorizzazione del territorio». La capogruppo di Civica San Giovanni Suergiu Erika Floris ha sempre posto l’accento, «sulle carenze della viabilità dinanzi al rischio di trasporti eccezionali nel caso in cui il progetto fosse decollato, i numerosi deficit nell'individuazione delle falde». Netta contrarietà di Carbonia il cui confine si ferma a poche centinaia di metri dalla cava in località “Su girì de sa murta”.
La determinazione
«Nel compendio», ha ribadito l’assessore all’Ambiente Manolo Mureddu, «sono presenti altre discariche minerarie e urbane, impianti e siti dismessi e abbiamo ottenuto proprio dalla Regione 10 milioni per recuperare e trasformare in ecoparco le colline di sterili minerari». Stanno all’inizio della strada che porta alla cava, poi scollina e si affaccia sulla pianura davanti alla laguna. E per la bocciatura del progetto gioisce anche il comitato spontaneo che pochi giorni fa, incontrando il sindaco di Carbonia Pietro Morittu, aveva sollecitato determinazione e fermezza. «Possiamo lasciare spazio a quel sospiro di sollievo che aspettavamo», afferma Sergio Porceddu, portavoce, «dopo 16 mesi di preoccupazioni, incontri, documenti studiati grazie a professionisti, amministratori e cittadini, incontri e manifestazioni: abbiamo difeso la nostra terra».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
