Su mortu mortu, is animas, su prugadoriu: in Sardegna la tradizione legata ai riti dei defunti è più forte di Halloween. In tanti paesi, dal Campidano al Nuorese sino al Sassarese e alla Gallura resiste la consuetudine delle questue infantili che rinnovano il ricordo delle persone care che non ci sono più. «L’Isola è l’unica area del Mediterraneo in cui queste ritualità continuano a vivere», sostiene l’antropologo Sebastiano Mannia. Accanto ai gesti antichi che resistono c’è la modernità di una festa d’importazione che anche quest’anno arriva con il tormentone “dolcetto o scherzetto”.
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