Il conflitto.

Iran e Usa, colloqui separati 

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Doha. Colloqui, ma separati. Non è certo di buon auspicio, il formato con il quale si trascina a rilento lo sforzo diplomatico tra Stati Uniti e Iran, che dopo la fiammata di attacchi militari del weekend provano a mantenere il fragile cessate il fuoco e mostrano prudenza - e diffidenza - sul futuro dei negoziati. Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner sono in Qatar per colloqui con i mediatori. Ma l’Iran - che ha confermato l’invio in questi giorni di una sua squadra - ha ribadito che non ci sarà alcun legame tra le due visite e che sono esclusi incontri diretti tra americani e iraniani. Teheran vuole prima lavorare coi mediatori sul tema, a loro caro, degli asset congelati. Mentre secondo il Nyt che cita un funzionario iraniano e quattro diplomatici, la Repubblica islamica insiste con l’Oman sul piano di riscuotere pagamenti dalle navi in transito a Hormuz, nonostante le obiezioni di Washington.

Secondo fonti citate da Al Arabiya, lo stretto sarà il tema centrale dei colloqui che, seppure indiretti, si terranno oggi tra i “team tecnici” di Iran e Usa alla presenza dei mediatori di Qatar e Pakistan. Un nodo che resta cruciale per tutto l’Occidente, come dimostrato dal calo del traffico marittimo registrato nel weekend, con la temporanea ripresa degli attacchi e i timori di un crollo del cessate il fuoco. Lunedì la situazione è migliorata con quaranta passaggi registrati nel braccio di mare secondo l’agenzia Kpler. Ma resta un numero significativamente inferiore alla media giornaliera prima dell’inizio della guerra. L’urgenza è quindi di costruire il prima possibile un sistema su cui poggiare una nuova normalità a Hormuz, e più in generale di riportare la stabilità nell’area. È in quest’ottica che va letto l’approdo nell’ultima giornata a Doha del Rappresentante speciale Ue per il Golfo, Luigi Di Maio, che ha incontrato il primo ministro e ministro degli Esteri Mohammed bin Abdulrahman Al Thani.

I segnali, tuttavia, restano poco incoraggianti, almeno per gli Stati Uniti: il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, è tornato a escludere l’intervento dei partner per lo sminamento di Hormuz. E intanto, stando a quanto riferito dal Nyt, l’Oman avrebbe di recente presentato agli Usa e ad altri alleati una proposta formale riguardante il piano per far pagare tariffe di servizio per l’utilizzo dello stretto, concordato con Teheran.

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