Consiliatura al giro di boa, e una missione politica - oltre che di vita - da portare avanti: «Lavorerò per il bene di Selargius finché ne avrò le forze». Tonino Melis, 87 anni, attuale presidente del Consiglio comunale a Selargius, non ha dunque alcuna intenzione di dimettersi – come chiesto pikà volte dall’opposizione – e anzi rivolge un appello dopo l’ultima bagarre in Aula: «Basta litigi, discussioni inutili e insulti fra opposizione e maggioranza, d’ora in poi vorrei maggior impegno da parte di tutti con un solo obiettivo comune: migliorare la città». E tornando al suo passato dal sindaco ammette: «Se avessi saputo che la prima stazione Enel avrebbe comportato il disastro a cui assistiamo oggi in campagna, ai tempi avrei votato contro».
Una vita in politica
Consigliere comunale per la prima volta nel 1970, assessore, sindaco per due mandati, e dal 2022 presidente dell’assemblea civica selargina. L’amministratore pubblico più longevo in città: socialista da sempre, da quasi 4 anni al fianco del centrodestra guidato dal sindaco Gigi Concu. «I miei valori sono sempre gli stessi, morirò socialista», dice, «ho sposato però un progetto di città che stiamo portando avanti. Le difficoltà sono tante, ma i risultati raggiunti sono molti: abbiamo finalmente un Comune aperto ai cittadini, sono state ristrutturate Casa Putzu e Casa Cara, è in itinere la progettazione delle opere idrauliche per eliminare gli allagamenti in centro. Si sta lavorando per valorizzare Sa Cruxi ‘e Marmuri, per il ripristino dei marciapiedi, e si stanno acquistando aree per i parcheggi di scambio». E poi c’è il riconoscimento ottenuto grazie al suo interessamento: «Selargius ha il titolo di città, sono fiero di aver contribuito a questo risultato», sottolinea.
Clima rissoso
Sul suo ruolo nell’Aula di piazza Cellarium non usa giri di parole: «Dirigere questo Consiglio non è un compito semplice, troppe perdite di tempo, un accanimento fra maggioranza e opposizione che spesso distoglie l’attenzione dalle cose da fare. I gruppi di minoranza hanno presentato 4 richieste di revoca accusandomi di essere un presidente di parte, ma io», ribadisce, «sono sempre stato imparziale». Difficoltà che non hanno mai portato alla resa: «Sono un vecchio guerriero, finché Dio mi consente di avere le forze mi dedicherò sempre a Selargius». Nessuna ricandidatura però per le Amministrative del 2027: «Credo sia giusto concludere la carriera da presidente del Consiglio, anche perché ho dei nipoti che possono sostituirmi».
La polemica
Poi il riferimento alla recente gaffe fatta in Consiglio: una bestemmia pronunciata a microfono acceso. «Parole che non uso mai, di cui mi pento, mi sono scusato in Aula e ho chiesto perdono a Dio», ribadisce.In cima alle cose da fare, ci sono «il museo del costume campidanese da concretizzare insieme agli altri Comuni del Sud Sardegna, la zona industriale da rivisitare, valorizzare quel che resta della campagna. E mi rimane poi un altro desiderio», conclude, «far realizzare un monumento con gli sposi dell’Antico sposalizio selargino, per conservare e tramandare tradizioni e storia del paese diventato città».
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