Elmas.

«Io, calunniata dall’AI Attenti, non si gioca con la vita degli altri» 

Fabiana Cogoni e la notizia falsa: «La mia caffetteria chiusa? No» 

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INVIATA

Elmas. Inizialmente, dice, «mi sono molto arrabbiata». E un po’ di fastidio, Fabiana Cogoni lo mastica ancora, mentre sforna ciambelle e torte nel laboratorio della sua caffetteria in centro. A metà mattina, nella piccola sala che si affaccia su via del Pino Solitario, i tavolini sono tutti occupati e il giovane al banco è indaffarato, nel caso dovesse servire una prova sul regolare tran tran dell’attività. «Siamo al lavoro come sempre», puntualizza la titolare. «Come sempre e senza alcuna interruzione, tanto meno per questioni di dipendenti in nero».

Domanda e risposta

È la chiacchiera che invece è circolata lo scorso fine settimana sui social e nelle chat, dopo che qualcuno (i pettegoli da tastiera non dormono mai), letta sui giornali online la notizia della chiusura temporanea di una pasticceria a Elmas (nessun nome né indirizzo indicati) perché c’era un lavoratore senza contratto, ha subito pensato di andare su un motore di ricerca e interrogare l’intelligenza artificiale. «Qualcuno che ha digitato il nome della mia attività, chiedendo se l’impresa sanzionata dai carabinieri fosse magari “Colazione da Aby”. E visto che la domanda era precisa, la risposta è arrivata di conseguenza». In data odierna, questo il responso dell’IA, “è emersa la notizia che una pasticceria di Elmas, identificata dai media locali come Colazione da Aby, ha subito la sospensione dell’attività e una sanzione a seguito di un’ispezione che ha rivelato la presenza di un dipendente in nero”. Insomma, se la sanzione al titolare di una pasticceria di Elmas c’è stata davvero, quel che il motore di ricerca ha elaborato aggiungendo un nome è stata una fake news sconfinata nella diffamazione. «È stata una cliente a mettermi sull’avviso», racconta Fabiana Cogoni, 37 anni, che ha aperto la gelateria-caffetteria nel 2017. «“Vedi”, mi ha detto, “che qualcuno ha digitato su un motore di ricerca il nome della tua attività legandolo a una brutta notizia, e adesso quel che è venuto fuori sta circolando sulle chat”. Mi ha fatto leggere quelle righe, non potevo credere ai miei occhi. La rabbia è durata poco, meno male che ho un carattere forte».

Il post e l’avvocato

Subito ha scatenato la controffensiva. «Ho scritto un post sui miei profili Facebook e Instagram spiegando cos’era successo e puntualizzando che la mia attività non ha subito alcuna sanzione. Mi sono rivolta anche a un avvocato per capire se c’erano gli elementi di una diffamazione. Mi ha detto che è meglio lasciar perdere. “Metterti contro i motori di ricerca ti farebbe soltanto sprecare denaro”, è stata la risposta. Anche perché, quando si fanno domande all’intelligenza artificiale, questa ti avvisa sempre che potrebbero esserci degli errori». Intanto, i clienti le sono stati vicini. «Erano esterrefatti, ma è stata l’occasione per riflettere su quanto male può fare alle persone un utilizzo sbagliato dell’intelligenza artificiale e dei social. Io ho un’attività e, poiché rispetto le regole, è stato terribile vedermi accomunata a una storia che non mi riguarda». Fabiana ha due dipendenti. «Regolarmente assunti, una adesso è in maternità e perciò ho preso una persona in sostituzione. Do valore al lavoro, al mio e a quello degli altri».

Per fortuna, conclude, «ho un carattere forte e ho reagito. Ma quante persone, invece, vengono sopraffatte da accuse e falsità più o meno pesanti che viaggiano sul web e sui social? Vorrei invitare tutti a riflettere: attenti, non si gioca con la vita degli altri».

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