Un interim al quale la presidente della Regione sembra non voler rinunciare, direttori generali nominati nelle Asl sui quali pendono i ricorsi di quelli vecchi licenziati ben prima della scadenza naturale, il rischio chiusura dei Pronto soccorso in diversi presìdi dell’Isola, la crisi della medicina territoriale determinata soprattutto dalla carenza di medici. A due anni dall’inizio della legislatura questi sono i tratti che definiscono la situazione della sanità sarda, e l’opposizione vuole accendere un faro in via ufficiale. Da qui la richiesta firmata da tutti i consiglieri di minoranza, in testa il capogruppo di FdI Paolo Truzzu, di «convocazione straordinaria e urgente del Consiglio regionale alla presenza della governatrice ed assessora ad interim alla Sanità, affinché riferisca in Aula nel merito».
Interim e governance
L’interim di Alessandra Todde dura ormai da tre mesi. Cosa le impedisce di nominare un nuovo assessore? Premesso che la Sanità è una delega «sotto l’egida del Movimento Cinquestelle», probabilmente Todde – dopo aver chiarito mesi fa che non intende assegnare l’incarico a Desirè Manca – non sa davvero chi scegliere. Di certo potrebbe cercare un nome oltre Tirreno, ma il precedente di Armando Bartolazzi non aiuta. Pertanto continua a tenere per sé la delega nonostante le perplessità del Pd e quelle più volte dichiarate dal centrodestra. «La presidente si trova a fronteggiare molteplici impegni istituzionali di primaria rilevanza», fa notare la minoranza nella richiesta di convocazione, «tale situazione, sebbene giuridicamente legittima, rischia di tradursi in una carenza di guida politica effettiva su un settore che richiede attenzione, capacità decisionale tempestiva e interlocuzione costante con i soggetti coinvolti».
Sul fronte della governance delle aziende, è vero che la presidente ha chiuso il cerchio indicando anche i dg delle Asl di Cagliari e Olbia. Ma l’ha fatto mettendo a rischio i rapporti con l’alleato più importante, il Pd, e senza tener conto che i vecchi dg rimossi avrebbero presentato ricorso, come infatti hanno fatto. Visto come è andata con Flavio Sensi (il dg della Asl di Sassari licenziato poi reintegrato per effetto della decisione del Tar), forse sarebbe stato meglio attendere o riconferire la nomina ai vecchi manager, almeno fino alla scadenza naturale del 31 dicembre 2026. Per le opposizioni, tutto questo «genera ulteriore incertezza e mina la stabilità del sistema sanitario con evidenti ricadute sul piano dell’efficienza organizzativa, della responsabilità istituzionale e dei servizi al cittadino». Quanto ai pronto soccorso, «il rischio chiusura non è stato scongiurato e appare sempre più probabile a ridosso della stagione estiva».
Il regolamento
Per tutte queste ragioni, i consiglieri di minoranza, ai sensi dell’articolo 54 del regolamento del Consiglio, chiedono che entro dieci giorni Todde riferisca in Aula sullo stato della sanità e sulle strategie che intende utilizzare per superare la crisi, su cosa intenda fare la Giunta per conformarsi alla sentenza della Corte Costituzionale, sulle misure adottate per scongiurare la chiusura dei pronto soccorso, sullo stato della medicina territoriale, sulla carenza di medici di base, sull’interim e sulla sostenibilità di tale assetto in una fase di crisi di tale portata.
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