Il caso.

Insulti razzisti al direttore del locale nel Corso 

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Insulti razzisti pesantissimi, tutti basati sul colore della pelle, per aver negato l’ennesimo drink ad un gruppo di giovani che si erano piazzati davanti al locale, di fatto impedendo ad altri di entrare. È accaduto la sera del 1 maggio a Mbaye Khadim Bamba, direttore di “Beniamino” (ex 100 Montaditos), noto locale del Corso Vittorio Emanuele. Sul posto è intervenuta anche la polizia.

«Sono venuti tra le 19.30 e le 20 e hanno chiesto di bere», racconta il direttore 27enne di origini senegalesi che vive e studia in Italia da oltre 10 anni, «li abbiamo serviti senza problemi, ma sono rimasti all’esterno. Erano davanti all'ingresso del locale, bloccando di fatto l’accesso alle altre persone. A quel punto abbiamo chiesto loro di spostarsi o sedersi nei tavolini che erano liberi, ma non l’hanno fatto». E dopo un secondo ordine, con la promessa inesaudita di spostarsi, alla fine il direttore di “Beniamino” ha deciso di non servire più quel gruppo di giovani, tra i 18 e i 25 anni. «A quel punto sono iniziati gli insulti razzisti», racconta Khadim, «abbiamo evitato di reagire, ma la situazione stava diventando pericolosa». Un’aggressione verbale vera e propria, tutta basata sul colore della pelle del direttore del noto locale. «Alla fine abbiamo chiamato la polizia», conclude, «ma quelli che insultavano sono scappati. A Cagliari non c’è razzismo, anche se da ragazzino mi era già accaduto. È la prima volta che mi succede che mi insultino al lavoro per il colore della pelle». Il primo a condannare l’aggressione è stato Luigi Anedda, uno dei titolari, con tutto il resto del personale e i clienti più affezionati che erano presenti. (fr.pi.)

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