Un botta e risposta ruvido tra residenti e parroco riaccende a Ussana la polemica sul contorno dei festeggiamenti per Santa Maria Assunta in cielo. Ma stavolta non si parla delle annose lamentele per i fuochi d’artificio che accompagnano ad agosto “sa festa manna”: la reazione immediata di don Simone Scalas è arrivata alla lettura di un commento pesante rivolto al simulacro della Vergine. «Parole vergognose», per il sacerdote
Il post
È accaduto che al termine degli appuntamenti qualcuno sui social ha contestato i presunti disagi creati dalla festa ai residenti e sostenuto che le celebrazioni non possano impedire agli altri di vivere normalmente il paese. Un post critico nel quale, con termini volgari, si è arrivati a mettere in contrapposizione il rispetto per il simulacro con quello dovuto alle persone che non partecipano alla festa.
La reazione
Così don Simone è intervenuto. «Le cose di pancia non sono né chiare né risolutive», ha dichiarato pubblicamente, «ma da parroco, sacerdote e cristiano ho qualcosa da dire a chi ha avuto parole di disprezzo per il simulacro dell’Assunta: non è vero che rispetta chi crede. Ha usato parole vergognose, che non si addicono a una persona rispettosa. Molti termini da troglodita sono stati usati sui social in questi giorni, mai così pesanti».
Le polemiche
Tutti gli anni la festa è accompagnata da proteste: dai fuochi d’artificio contestati per il rumore e gli effetti sui fragili, al cartellone dei festeggiamenti civili considerato da alcuni meno ricco rispetto al passato. Anche stavolta per i fuochi il popolo social di “Sei di Ussana se...” si è spaccato tra chi difende le tradizioni, e quindi il programma pirotecnico, e chi ha lamentato il rumore dei botti che, scoppiati a ridosso delle abitazioni, avrebbero generato ansia e paura in diversi anziani, bambini, cani e gatti alcuni dei quali scappati dalle case. «Si può insultare chi ama i fuochi (sembra a volte che gli animali si spaventino solo per quelli delle feste religiose), criticare un cantante, un orario, un atteggiamento», ha aggiunto il sacerdote, «si può criticare tutto ma non ciò che riguarda o rimanda alla nostra amata Santa Maria. Perché in quell’immagine vi è resa plasticamente la fede di generazioni di ussanesi e di chi, me per primo, non lo è ma vive in questa comunità».
«Mai più»
Da qui l’invito a non ripetere episodi simili. «Nessuno si può permettere di usare parole tanto volgari e pesanti, non è giustificabile. Per un cristiano Maria è Madre, e la madre non si tocca, neanche se raffigurata da un bellissimo simulacro di cartapesta come il nostro».
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