Bosa.

Infuocato botta e risposta fra sindaco e minoranza 

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Clima politico rovente in Consiglio comunale. L’ultima seduta si è aperta con un duro affondo del sindaco Alfonso Marras nei confronti dei consiglieri di minoranza Angelo Masala e Alessandro Campus, che hanno abbandonato l’aula per protesta.

L’accusa

Il sindaco ha accusato i due consiglieri di «sottrarsi al confronto», invitandoli a un dibattito pubblico sui temi della città. Marras ha rivendicato i risultati dei primi due anni di mandato: l’apertura del Castello Malaspina, l’ammodernamento del teatro, la riqualificazione dell’ostello della gioventù, il nuovo appalto dei rifiuti, la riattivazione dei parcheggi a pagamento, le nuove infrastrutture nel centro storico, lo sblocco del parcheggio di Santa Giusta, il potenziamento della videosorveglianza e la riorganizzazione degli spazi fluviali. Ha definito la Fondazione Bosa «lo strumento con cui l’Amministrazione valorizza il patrimonio storico e culturale», inserendo tutto in una visione di città «aperta allo sviluppo, capace di attrarre investimenti e ottenere finanziamenti». Marras ha poi criticato la minoranza per «superficialità e inesattezze», accusandola di intervenire solo tramite social e comunicati.

La replica

La risposta dei due consiglieri è stata immediata e altrettanto dura. Masala e Campus hanno accusato il sindaco di «usare l’insulto per mascherare una gestione dilettante e inefficace», sostenendo che sotto la Giunta Marras «i problemi sono aumentati a dismisura». Elencano criticità su finanziamenti persi, verde pubblico, cimitero, quartieri abbandonati e mancanza di programmazione estiva. «Pensi a lavorare e lasci perdere le polemiche», hanno dichiarato, aggiungendo che le convocazioni mattutine ostacolano la partecipazione della minoranza. Respingono al mittente le accuse di assenza: «Non accettiamo lezioni da chi non si è certo distinto per assiduità in Regione». Per i due consiglieri, la città sarebbe «bloccata e in disarmo, con promesse «mai mantenute. Gli insulti non servono a nulla, bisogna lavorare per il bene della città». ( s. c. )

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